Da sinistra Doegp Piras, Sarah Canonici e Andrea Martra

Ma insomma, questa sostenibilità è un costo o è un beneficio, per l’impresa? Secondo i superconsulenti di Amyralia… dipende. Dipende dalla qualità delle informazioni di cui si dota l’imprenditore, dai consigli che riceve e che ascolta. Consigli che quelli di Amyralia – la società di consulenza strategica del Gruppo Allcore s.p.a. (ex gruppo Soluzione Tasse s.p.a., fondato da Gianluca Massini Rosati e quotato in Borsa, forte di 250 risorse interne e altrettanti professionals esterni) – dispensano a chi glieli chiede, non rinunciando, in parallelo, a fare una sorta di “apostolato culturale” sull’importanza dell’informarsi e del documentarsi per meglio gestire l’azienda e, ad esempio, la sostenibilità, sia ambientale che sociale.

«Noi come Amyralia lavoriamo per far crescere le aziende, e siamo convinti che più che normarli gli imprenditori bisogna informarli», spiega Lorenzo Ait, co-founder di Alicore e Cco di Amyralia, aprendo il seminario organizzato con la media partnership di Economy a Milano, dal titolo severo di “Esg: obblighi e direttive Ue per tutte le imprese” e uno svolgimento più tranquillizzante: «In materia di Esg, cioè appunto di sostenibilità  – prosegue Ait – bisogna far capire loro che i principi Esg non sono semplicemente una serie di norme o criteri ai quali adattarsi, ma sono delle iniziative ad alto impatto sociale, ambientale, di governance che portano anche guadagno, che rendono le aziende più competitive ed è giusto che gli imprenditori siano ben felici di adeguarsi, prima ancora che per obbligo per convenienza, per far crescere le proprie imprese».

Ma non è facile, e per questo sono preziose le occasioni di approfondimento come il seminatio: l’imprenditore deve riuscire stare al passo di un’overdose informativa legata alle varie transizioni che gli stanno attraversando la strada, per poter trasformare tanti oneri in opportunità.

Un buon esempio sulla “convenienza nascosta” – per così dire! – dei principi Esg se applicati con criterio è quello della parità di genere, di cui al seminario ha parlato Andrea Martra, docente all’UniTo nonché Ceo di uno spin-off universitario di UniTo che si occupa di queste materie: «Sì, applicare la sostenibilità sociale è impegnativo ma si può fare senza costi. Per esempio, la parità di genere, normata dal Pdr 125 del 2022, è una prassi di riferimento che aiuta le imprese a colmare il gap di genere presente in molte di esse. Grazie all’attenzione che c’è sulla misura 5 del Pnrr, l’Italia ha messo in campo delle risorse finanziarie per sostenere le imprese che adottano quella prassi, e che si esplicano sia in termini di finanziamento per realizzarla, da parte delle Camere di commercio, sia in termini di sgravi contributivi per le aziende che poi la avranno».

Ma c’è di più: secondo Martra, un’azienda che riesca ad essere inclusiva rende meglio e più stabilmente nel tempo: «Ci sono – spiega il professore – numerose ricerche che dicono che c’è un 23% di fatturato in più e più margini nelle aziende che applicano le politiche Esg. Insomma, essere sostenibili è un business».

Ed è un business anche comunicare bene ciò che si fa “di sostenibile”. Lo ha ben spiegato Sara Canonici, amministratore delegato di Cleis, società di comunicazione, consulenza della comunicazione e specializzata sulla comunicazione della sostenibilità: «Comunicare la sostenibilità non è facile ma è fondamentale per l’azienda e prima della comunicazione lo è la formazione, fondamentale. Oggi se un’azienda è sostenibile ha un plus in più e i clienti questo lo percepiscono, soprattutto i clienti più giovani perché dobbiamo tenere conto che i ragazzi di oggi sono molto attenti alle aziende che fanno sostenibilità e decidono di andare ad acquistare i prodotti proprio di quelle aziende».

Ma per fare scelte sostenibili a volte più che soldi servono sistemi gestionali appropriati: informatica, insomma. Il mestiere di Diego Piras, imprenditore del settore della tecnologia che guida Omicron Consulting, azienda information e communication technology.

Per Piras, «La tecnologia non è un focus, m un mezzo, a supporto di un miglioramento nella vita aziendale. Noi siamo un agevolatore che è a supporto agli obiettivi che l’imprenditore si dà, purchè se li dia. L’approccio ai valori Esg è una grande opportunità. Ci sono delle tematiche che possono aiutare, che la tecnologia può aiutare, cioè le piattaforme software possono aiutare a razionalizzare e a governare bene questo aspetto che diventerà sempre più importante per la vita delle aziende».