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Il giorno scelto per la protesta non è casuale. Mentre Apple si prepara a portare nei negozi italiani i nuovi iPhone 18 Pro, oltre 1.600 dipendenti della rete Retail sono chiamati a incrociare le braccia per l’intero turno del 18 settembre. Una mobilitazione nazionale che punta a trasformare uno dei momenti di maggiore visibilità commerciale dell’anno in un’occasione per riportare al centro carichi di lavoro e organici, temi che da mesi alimentano il confronto tra azienda e rappresentanze sindacali.

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Oltre 1.600 lavoratori chiamati allo sciopero

La protesta interessa gli oltre 1.600 dipendenti dei 17 Apple Store presenti in Italia ed è stata proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dopo una serie di assemblee svolte nei punti vendita. I sindacati denunciano personale insufficiente, aumento dei carichi di lavoro e una pressione crescente sulla produttività, che sarebbe diventata ancora più evidente nei periodi caratterizzati dal lancio di nuovi prodotti e da un forte aumento dell’affluenza nei negozi.

“L’innovazione deve migliorare anche le condizioni di chi lavora”

“L’innovazione deve migliorare anche le condizioni di chi lavora”, ha sottolineato Francesco Muci, della Fisascat Cisl nazionale, ricordando come dietro ogni vendita e ogni intervento di assistenza ci siano competenze e professionalità. Anche Filcams Cgil parla di un livello di pressione non più sostenibile, sostenendo che l’arrivo dei nuovi iPhone rischia di aggravare ulteriormente una situazione organizzativa già complessa. Per i sindacati, l’aumento delle attività dovrebbe essere accompagnato da un rafforzamento stabile degli organici.

Più assunzioni, stabilizzazioni e interventi sui part-time

Le richieste avanzate dalle organizzazioni dei lavoratori comprendono un piano condiviso di assunzioni, la stabilizzazione di una parte dei dipendenti a tempo determinato e la possibilità, per chi lavora part-time, di aumentare volontariamente il proprio monte ore. Il confronto con l’azienda prosegue da mesi, ma le misure prospettate finora, tra cui l’aumento dei contratti a termine e l’anticipo di alcune assunzioni, sono state considerate insufficienti dalle rappresentanze sindacali, che chiedono soluzioni in grado di affrontare quella che definiscono una carenza strutturale di personale.

Una vertenza aperta da giugno

Lo sciopero del 18 settembre rappresenta l’ultimo passaggio di uno stato di agitazione iniziato già a giugno. Secondo le organizzazioni sindacali, gli incontri con Apple non avrebbero finora prodotto risposte considerate adeguate rispetto alle richieste avanzate dai lavoratori. Il confronto del 29 luglio non avrebbe modificato sostanzialmente le posizioni e proprio l’assenza di un’intesa sugli organici avrebbe portato alla decisione di proclamare lo sciopero nazionale in coincidenza con uno dei principali appuntamenti commerciali della società.

La protesta nel giorno dei nuovi iPhone

La scelta del 18 settembre attribuisce alla mobilitazione un peso particolare: proprio quel giorno iPhone 18 Pro e Pro Max arriveranno nei negozi italiani, con un prevedibile aumento dell’affluenza negli Apple Store. Per i sindacati è il momento che rende più evidente il rapporto tra volumi di attività e disponibilità di personale. Il nuovo iPhone Duo pieghevole, invece, secondo il calendario comunicato da Apple sarà disponibile successivamente, a partire dal 23 ottobre 2026.