Apple
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Nuova battuta d’arresto per Apple nella disputa con Bruxelles sul Digital Markets Act (Dma). Il Tribunale dell’Unione europea ha respinto i ricorsi presentati dal gruppo di Cupertino contro la designazione di App Store e iOS come servizi “gatekeeper”. Questa decisione conferma la scelta adottata dalla Commissione europea nel settembre 2023. La Corte ha inoltre dichiarato irricevibili le azioni legali relative a iMessage, rafforzando l’impianto normativo con cui l’Ue punta a limitare il potere delle grandi piattaforme digitali.

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Perché Apple contestava la designazione

La vicenda trae origine dalla decisione della Commissione europea del 5 settembre 2023, con cui Apple era stata designata come gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act per App Store, il sistema operativo iOS e il browser Safari. La società aveva impugnato il provvedimento sostenendo che i diversi App Store destinati ai vari dispositivi del proprio ecosistema dovessero essere considerati servizi separati e non un’unica piattaforma.

Il Tribunale ha però respinto questa interpretazione, stabilendo che gli store dedicati a iPhone, iPad, Apple Watch, Mac e Apple TV svolgono la stessa funzione economica: mettere in contatto gli sviluppatori di software con gli utenti finali per la distribuzione delle applicazioni. Per questo motivo, devono essere considerati un unico servizio di piattaforma di base, confermando così la legittimità della designazione come gatekeeper.

Respinti anche i rilievi sull’interoperabilità

La Corte ha inoltre respinto le contestazioni di Apple sugli obblighi di interoperabilità previsti dal Digital Markets Act. Secondo i giudici, la norma contestata non costituisce la base giuridica della decisione di designazione e non presenta un collegamento diretto con il provvedimento impugnato, rendendo quindi irricevibile l’eccezione di illegittimità sollevata dalla società.

Il caso iMessage

Diverso il caso di iMessage. Il Tribunale ha dichiarato irricevibili i ricorsi contro le decisioni della Commissione europea relative all’apertura e alla chiusura dell’indagine sul servizio di messaggistica. Pur confermando che iMessage rientra nella categoria dei servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero, i giudici hanno precisato che tale classificazione non produce effetti giuridici vincolanti nei confronti di Apple, poiché il servizio non è stato inserito tra i “punti di accesso importanti” previsti dal Dma e, di conseguenza, non è soggetto agli obblighi imposti ai gatekeeper.

I prossimi passi

La sentenza rappresenta un nuovo tassello nell’applicazione del Digital Markets Act, la normativa europea entrata in vigore per favorire una maggiore concorrenza nei mercati digitali e ridurre il potere delle grandi piattaforme tecnologiche. Per Apple resta comunque aperta la possibilità di presentare ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, limitatamente alle questioni di diritto, entro due mesi e dieci giorni dalla notifica della decisione.