Antitrust significato cosa fa

I mercati, specie quelli internazionali, hanno subito dei veloci e importanti sviluppi negli ultimi decenni, andando dunque sempre a modificare lo scenario all’interno del quale operano le imprese. In un ambiente così mutevole e complesso è bene che vi siano delle regole chiare e conosciute da tutti, per evitare situazioni spiacevoli e di concorrenza cosiddetta sleale. È in tale ottica che è opportuno introdurre il concetto di Antitrust, da intendersi come l’insieme di regole ed azioni che hanno il principale obiettivo di evitare che le imprese possano acquisire una posizione di monopolio all’interno di un dato mercato o che, peggio, possano concludere accordi di natura collusiva il cui unico obiettivo è andare a danneggiare il consumatore, limitare il libero mercato e distorcere la concorrenza. Proviamo dunque a capire meglio il significato di Antitrust e cosa fa.

Antitrust, significato e cosa fa

La traduzione dall’inglese all’italiano del termine antitrust non è immediata, mancando un corrispettivo nella nostra lingue. Solitamente lo si trasporta in italiano riferendosi all’anti monopolio, intendendo con questa definizione il complesso di norme imposte dall’autorità pubblica per tutelare la concorrenza ed evitare che il potere economico si concentri tutto, o in buona parte, nelle mani di una o più realtà economiche. Ciò che si cerca di fare è, in sostanza, salvaguardare il libero mercato e tutelare le piccole imprese dallo strapotere delle grandi organizzazione che potrebbero, potenzialmente, impedire loro di svolgere l’attività.

Possiamo dunque dire che l’Antitrust è un istituto giuridico originario del common law britannico, nato nella seconda metà del secolo scorso per tutelare il libero mercato. A sostegno del rispetto delle norme sulla concorrenza nei mercati sono sorte una serie di autorità amministrative nazionali ed internazionali che, muovendosi in maniera autonoma e indipendente, offrono giudizi, valutazioni e analisi per garantire il rispetto dalla concorrenza nei vari mercati. Ecco dunque che l’Antitrust, oltre che ai predetti significati, si riferisce anche in maniera generica e consuetudinaria alle autorità preposte alla salvaguardia dei mercati.

Cosa fa l’Antitrust

In Italia l’Autorità garante delle concorrenza e del mercato è l’AGCM, istituita nel 1990 con la Legge 10 ottobre 1990, n,287. Si tratta di un organo amministrativo che ha il compito di tutelare la concorrenza e il mercato. È composta, dopo la riforma del 2011, da tre componenti, di cui uno è il presidente. Quest’ultimo, insieme agli altri due, viene nominato dai presidenti della Camera dei Deputati e del Senato e resta in carica per 7 anni con un mandato che non gode dell’opzione della rinnovabilità. A sovrintendere il funzionamento degli uffici e a detenere la responsabilità degli struttura è il segretario generale AGCM, nominato dal ministro dello Sviluppo economico su proposta del presidente dell’autorità.

In merito alle funzioni e ai compiti svolti, è la stessa AGCM ha menzionarli sul proprio sito. Tra questi troviamo il lavoro messo in atto per garantire la tutela della concorrenza e del mercato; per contrastare le pratiche commerciali scorrette nei confronti dei consumatori e delle microimprese, tutelare le imprese dalla pubblicità ingannevole e comparativa, nonché vigilare affinché nei rapporti contrattuali tra aziende e consumatori non vi siano clausole vessatorie. Vi è poi l’impegno nel vigilare sui conflitti di interesse in cui possono incorrere i titolari di cariche di Governo e nell’attribuire alle imprese che ne facciano richiesta il rating di legalità.