Un nuovo distretto per lo sport e il tempo libero interamente pedonale, con un nuovo parco pubblico da 50 mila metri quadri di verde filtrante e parcheggi totalmente interrati. Una nuova casa per Inter e Milan. Un nome che è tutto un programma: “la cattedrale”. Per Natale AC Milan e FC Internazionale Milano si sono regalate (e hanno regalato ai milanesi) un concept sostenibile e avveniristico: quello presentato da Populous, studio internazionale di architettura e design che negli ultimi 30 anni ha firmato più di 3000 progetti (compresi lo stadio di Wembley, l’Emirates Stadium dell’Arsenal, lo Yankee Stadium di New York e il nuovo stadio del Tottenham Hotspur) per un valore di 40 miliardi di dollari, 21 studi in 4 continenti.  E ora, appunto, si è messo all’opera sul Meazza. «Lo stadio di San Siro è un’opportunità molto importante per noi», spiega a Economy Silvia Prandelli, Principal di Populous Italia.

Mancava Milano nel vostro palmarès…

È un momento importante per Milano, ci sono tanti interessi per la rigenerazione urbana e San Siro è sicuramente un quartiere che richiama quel tipo di interesse perché è ancora inesplorato. L’intenzione delle squadre è quella di portare rigenerazione urbana e anche sostenibilità a livello masterplan nell’area. È anche vero in generale che per strutture di questo tipo c’è bisogno di tempo per capire di cosa necessita la comunità, è importante quindi prendersi il tempo giusto.

E dietro “la Cattedrale” c’è tutto questo.

Il progetto del nuovo Stadio di Milano rappresenta l’opportunità unica di scrivere un capitolo importante nella storia di AC Milan e FC Internazionale Milano. La Cattedrale offrirà un’esperienza di qualità superiore per i sostenitori dei club e per le future generazioni di tifosi, offrendo servizi di intrattenimento di livello mondiale degni di Milano, con la sostenibilità al centro del suo design.

Ma Populous Italia non è solo questo.

È una società collegata al mondo Populous aperta a febbraio di quest’anno con sede a Milano, 5 persone con un programma di espansione per l’anno prossimo. Nasce dall’interesse per il mercato italiano che è di lunga data, abbiamo lavorato sul Lingotto a Torino e abbiamo continuato a lavorare negli anni con clienti locali e internazionali interessati al mercato italiano. Questa richiesta ci ha portato a pensare che fosse importante per noi avere un team di professionisti anche in loco, che potesse parlare il linguaggio tecnico e non solo del mondo italiano. Tutti ci conoscono come lo studio di architettura per grandi edifici sportivi, ma in realtà teniamo a definirci come un ufficio per l’intrattenimento a 360 gradi. Infatti ci occupiamo non solo di architettura ma anche di gestione di eventi, piuttosto che di consulenze ad hoc sugli aspetti legati all’intrattenimento. In Italia insomma ci percepiscono come l’architetto dei grandi stadi: il nostro core business è sicuramente quello, ma non siamo solo quello.

Quale direzione sta prendendo la progettazione di grandi impianti?

Un argomento che discutiamo ultimamente, legato al nostro core business, è lo sviluppo di arene sostenibili. A ottobre abbiamo completato ed è stato inaugurato il Climate Pledge Arena a Seattle, che è a impatto zero anche durante gli eventi. Il cliente Oak View Group ha deciso di investire in questo tipo di venues perché ha sempre seguito con interesse le richieste degli artisti che volevano eventi che non portassero grande impatto ambientale. Anche il concerto di apertura dei Coldplay, il primo della band dopo quasi 5 anni, è stata una dichiarazione del gruppo, che ha voluto dire: noi ci siamo se abbiamo uno spazio dove possiamo fare arti performative senza però danneggiare l’ambiente. Il Climate Pledge è una delle prime arene con questo tipo di concept, ma stiamo anche completando Ubs Arena a New York sullo stesso tema. In Europa siamo in cantiere con Co-op live a Manchester sempre con Ovg e con il supporto di artisti locali come Harry Styles. È comunque un nuovo concetto di intrattenimento, ci sono diversi spazi interni non solo legati al food and beverage ma anche club, discoteche, spazi che possono essere lasciati anche nei giorni di non evento. Il tema della rigenerazione urbana lo vediamo quindi. anche con altri tipi di edifici, non soltanto con gli stadi.

Com’è organizzata la vostra progettazione sostenibile?

Siamo divisi in tre regioni: America, Emea che fa capo a Londra e Apacche fa capo a Brisbane. In ciascuna ci sono team specializzati in sostenibilità ambientale, che si chiamano Ecopop. All’interno di questi team ci sono persone operative come me che lavorano anche su progetti non EcoPop, ma nei quali portano comunque la necessità di allinearsi con i sustainable goals in tutti i progetti. Facciamo revisioni interne non solo con i nostri consulenti della sostenibilità, ma anche per approfondire il tema della diversità di genere, dell’inclusività, la reintroduzione di fauna e flora geograficamente presenti. Seguiamo diversi temi, non solo quello delle arene sostenibili ma anche, per esempio, il come si può organizzare un evento. Per fare un esempio, è da 36 anni che supportiamo gli organizzatori del Super Bowl in America, e lavoriamo a come organizzare un evento che raccoglie così tante persone in modo da non avere un impatto sull’ecosistema circostante.

Quali sono le caratteristiche dei nuovi impianti sostenibili?

Ognuno è diverso e a sé, dipende molto da dove è collocato geograficamente. Il primo studio che facciamo è sulle misure passive che possono essere incluse: cerchiamo di studiare l’architettura dell’edificio in modo che richieda la minor quantità possibile di. apporto impiantistico, per esempio posizionandolo in modo da aumentare o diminuire gli apporti solari a seconda del tipo di clima, o ancora cercando di utilizzare le risorse già presenti in loco, in modo da non creare una richiesta per una risorsa che non c’è: se c’è il teleriscaldamento nel quartiere, lo andiamo a integrare nell’edificio. Quindi si passa alle forme più attive, come l’introduzione di pannelli fotovoltaici, o anche il verificare che tipo di materiali si possono utilizzare. Per esempio stiamo facendo la progettazione del nuovo stadio di Strasburgo, la Meinau, in cui creeremo una facciata con delle fusoliere di aerei dismessi. Questo perché in Francia esiste un’azienda che prende le fusoliere di aerei e le ricicla per vari utilizzi, quindi abbiamo pensato che invece di andare a prendere un materiale come l’alluminio delle fusoliere, fonderlo e reinvestirlo come materiale di base, utilizziamo proprio la fusoliera tagliata e creiamo una sottostruttura che possa supportarla.

Quali altre tendenze significative si possono segnalare?

Vediamo sempre più la necessità dei clienti di creare spazi multifunzione, che anche nell’ottica della sostenibilità si possano trasformare a seconda delle necessità. Abbiamo creato impianti per un certo tipo di evento che successivamente possono essere trasformati, come quelli che abbiamo studiato per 14 Olimpiadi. È il caso del London Stadium che abbiamo progettato per Londra 2012, uno stadio che ha rigenerato l’area di Stratford, e alla fine delle Olimpiadi è stato riportato a una forma più gestibile dal punto di vista del quartiere. È quel che sta succedendo anche a Milano con lo studentato che Som sta progettando per il villaggio olimpico per Milano Cortina.