La rete degli agenti Generali non vuole più essere soltanto uno dei principali motori commerciali della compagnia. Punta a pesare anche come azionista. Dalla 97ª assemblea nazionale di Anagina, riunita a Bologna, arriva infatti un segnale destinato a rafforzare il legame tra la rete agenziale e il gruppo assicurativo: gli agenti aderenti all’associazione detengono complessivamente 2 milioni di azioni Generali, per un investimento indicato in circa 90 milioni di euro. Un patrimonio azionario che Anagina intende ora organizzare e valorizzare attraverso una nuova Commissione dedicata agli agenti azionisti.

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Gli agenti diventano anche azionisti

La nuova Commissione agenti azionisti nasce con l’obiettivo di promuovere e rafforzare la partecipazione degli agenti al capitale della compagnia. Secondo i dati diffusi da Anagina durante l’assemblea, le azioni complessivamente detenute dagli aderenti hanno raggiunto quota 2 milioni, lo stesso quantitativo rappresentato attraverso le deleghe all’ultima assemblea degli azionisti di Generali. “Abbiamo raggiunto un traguardo che ci rende particolarmente orgogliosi – dichiara Davide Nicolao, presidente di Anagina dal 2013 -. La costituzione della Commissione Azionisti rappresenta un passaggio strategico che rafforza ulteriormente il ruolo degli agenti nella vita della Compagnia. I 2 milioni di azioni oggi detenute dagli agenti corrispondono al quantitativo che ho avuto l’onore di rappresentare, attraverso le deleghe ricevute, alla recente Assemblea degli Azionisti di Generali”. Per Nicolao la scelta di investire direttamente nel capitale ha anche un valore industriale: “Crediamo che la crescita della Compagnia coincida con quella della sua rete agenziale e riteniamo naturale esserne protagonisti non solo come imprenditori assicurativi. La nostra associazione è un unicum nel panorama nazionale e rappresenta il meglio degli agenti imprenditori”.

Una rete da 4,5 miliardi di premi

Il peso economico della rete aiuta a spiegare la scelta. Anagina rappresenta, secondo i dati forniti dall’associazione, oltre 12 mila persone tra agenti e collaboratori, con circa 4,5 miliardi di euro di premi intermediati ogni anno. I patrimoni gestiti ammontano a circa 23 miliardi, equivalenti a circa il 40% del portafoglio di Generali Italia e, sempre secondo Anagina, al 7% del mercato assicurativo italiano delle reti. La 97ª assemblea, che ha riunito a Bologna circa 400 agenti, ha visto la partecipazione del Country Manager e CEO di Generali Italia Giancarlo Fancel, di Walter Veltroni e dello storico ed editorialista Ernesto Galli della Loggia, intervistati da Ferruccio De Bortoli. Sullo sfondo, un settore che nel 2026 viene descritto dall’associazione in crescita sia nel ramo Vita sia nei Danni, ma sottoposto a trasformazioni sempre più profonde. Anagina, fondata nel 1944, fotografa inoltre un mercato nel quale le agenzie stanno assumendo dimensioni maggiori e procedono verso accorpamenti e strutture più complesse. In questo scenario cambia anche il mestiere dell’agente, sempre più chiamato a costruire consulenza su rischi articolati, dalle coperture per le imprese alla protezione delle famiglie, fino alle conseguenze economiche dei cambiamenti climatici.

Clima, welfare e intelligenza artificiale

Tra i dossier più rilevanti emersi dall’assemblea figurano le coperture catastrofali, la non autosufficienza, la sanità privata, la previdenza e l’impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli distributivi. Temi che spingono il settore verso una consulenza assicurativa più specializzata e richiedono nuove competenze nella valutazione e nella gestione dei rischi. “Nel corso dell’Assemblea abbiamo poi approfondito – continua Nicolao – i principali temi strategici per il futuro del settore assicurativo: le problematiche della non autosufficienza, che richiederebbero soluzioni “long term care”; la necessità di coperture sanitarie private, la gestione dei rischi derivanti dai cambiamenti climatici, lo sviluppo delle coperture catastrofali, l’impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli distributivi, l’evoluzione del welfare e della previdenza messi sotto pressione anche dal calo demografico, con soli 355mila nati nel 2025, nonché la formazione per una nuova consulenza assicurativa”. Anche la formazione diventa così una leva industriale. Con il progetto “NextGeneration”, Anagina punta all’ingresso e allo sviluppo professionale di nuovi talenti e annuncia l’avvio di un percorso destinato a 500 consulenti assicurativi specializzati, chiamati a operare in un mercato in cui la componente tecnologica cresce ma non sostituisce, nelle intenzioni della rete, il rapporto diretto con il cliente.

L’asse con Banca Generali

Un altro fronte di sviluppo riguarda la collaborazione con Banca Generali, destinata ad ampliare l’offerta delle agenzie verso servizi bancari e finanziari. L’obiettivo è costruire una proposta più integrata per la clientela, affiancando alle soluzioni assicurative strumenti di gestione del risparmio e servizi bancari. Dal palco dell’assemblea il vicedirettore generale di Banca Generali, Andrea Ragaini, ha indicato anche un primo terreno operativo: gli agenti potranno proporre ai propri clienti l’apertura di conti correnti bancari. Una direzione che allarga il perimetro tradizionale dell’agenzia e rafforza la convergenza tra protezione, risparmio e consulenza finanziaria. Sul futuro della professione, Nicolao ribadisce però la centralità della relazione personale: “Perché il rapporto personale tra cliente ed agente sarà sempre la carta vincente della nostra professione. La tecnologia è un utile supporto – conclude Nicolao – ma il valore della relazione e della fiducia rimane imprescindibile”.