Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto, in via d’urgenza e con effetto immediato, il divieto per Amazon Italia Logistica srl di trattare i dati personali di oltre 1.800 lavoratori impiegati nello stabilimento di Passo Corese (Rieti). Al centro del provvedimento c’è una piattaforma collegata al sistema di rilevazione delle presenze, attraverso cui sarebbero state raccolte e conservate per anni informazioni sensibili e private dei dipendenti, accessibili a numerosi manager.

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Dati raccolti in modo sistematico e conservati fino a 10 anni

Secondo quanto emerso, le informazioni venivano annotate su una piattaforma aziendale in modo sistematico, per tutta la durata del rapporto di lavoro, e conservate fino a 10 anni dopo la cessazione. La raccolta avveniva spesso a seguito di colloqui con i lavoratori subito dopo il rientro da un periodo di assenza. Per il Garante, si tratta di un trattamento particolarmente delicato, sia per la quantità dei dati coinvolti sia per la durata della conservazione, aggravata dal fatto che la piattaforma risultava accessibile a numerosi responsabili e manager.

2. Informazioni sanitarie, sindacali e familiari: i dati ritenuti “non rilevanti”

Tra i dati raccolti figurerebbero riferimenti a patologie specifiche (come sindrome di Crohn, ernia del disco, presenza di pacemaker), ma anche elementi legati alla partecipazione a scioperi e ad attività sindacali, oltre a dettagli di carattere familiare e privato, come gravi malattie di parenti o vicende personali. Un insieme di informazioni che, secondo l’Autorità, viola la normativa sul lavoro e sulla privacy, che vieta al datore di lavoro di trattare dati non rilevanti rispetto alla valutazione dell’attitudine professionale del dipendente.

Stop anche ai dati raccolti tramite telecamere vicino a bagni e aree ristoro

Il provvedimento del Garante impone inoltre ad Amazon Italia Logistica di interrompere il trattamento dei dati raccolti attraverso quattro telecamere posizionate in prossimità di bagni e aree ristoro riservati ai lavoratori. L’Autorità ha anche vietato l’uso dei dati trattati illecitamente tramite la stessa piattaforma qualora il sistema sia impiegato, con modalità analoghe, anche in altri centri logistici in Italia. L’intervento nasce dalle ispezioni svolte dal 9 al 12 febbraio 2026 nello stabilimento di Passo Corese, in collaborazione con l’Ispettorato nazionale del lavoro e con il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza. L’istruttoria, intanto, prosegue per approfondire ulteriori profili ancora al vaglio.

Amazon: “Massima attenzione e piena collaborazione”

Amazon ha risposto al provvedimento con una nota ufficiale, spiegando di stare esaminando il contenuto della decisione del Garante “con la massima attenzione” e ribadendo “piena collaborazione e trasparenza” nei confronti dell’Autorità. L’azienda ha inoltre sottolineato che la tutela dei dati personali rappresenta una priorità, richiamando policy interne, programmi di formazione e regole operative dedicate. Nella stessa nota, Amazon afferma che, qualora emergessero profili di non conformità, provvederà a rivedere tempestivamente processi e procedure, recependo le indicazioni dell’Autorità.