Allianz Partners accelera sulla trasformazione digitale e mette nero su bianco un cambio di paradigma che il settore assicurativo osserva da tempo, ma che raramente ha dichiarato in modo così esplicito: l’intelligenza artificiale come motore di produttività, anche a costo di una significativa riduzione dell’organico. Secondo quanto riportato dalla Sueddeutsche Zeitung, la controllata del gruppo Allianz che gestisce servizi di assistenza clienti e polizze viaggio si prepara infatti a tagliare fra i 1.500 e i 1.800 posti di lavoro entro la fine del 2026 — o al più tardi entro metà 2027 — rimpiazzandoli con sistemi basati su Ia.
Il dato è rilevante non solo per la dimensione degli esuberi, ma per la chiarezza del messaggio: l’azienda riconosce apertamente che il ricorso all’Ia è il motivo principale della ristrutturazione. In Germania, nota la Sueddeutsche, è la prima volta che un grande gruppo assicurativo lo dichiara senza ambiguità.
Oggi Allianz Partners conta 22.600 dipendenti, di cui quasi 14.000 dedicati al contatto telefonico con i clienti: proprio quell’area operativa che le nuove tecnologie promettono di automatizzare con chatbot avanzati, sistemi di risposta vocale e piattaforme capaci di gestire, filtrare e risolvere richieste standard con efficienza crescente. Una strategia che riflette un trend globale: nel settore assicurativo i costi del customer service rappresentano da sempre una delle voci più pesanti, e l’automazione permette margini di risparmio che molti gruppi considerano indispensabili per restare competitivi.
La sfida, per Allianz come per l’intero settore, sarà ora riconciliare due esigenze: mantenere l’efficienza promessa dall’Ia e preservare un rapporto umano con clienti che, specie nelle fasi delicate di una polizza viaggio o di un sinistro, continuano a considerare la voce umana un elemento essenziale di fiducia.














