di Giuseppe Straniero

Gentile Presidente, sono alle prese con la mia dichiarazione dei redditi, so che i contributi a Previndai sono deducibili, cosa devo fare per ottenere il vantaggio fiscale?

Caro lettore,
come ha correttamente messo in luce, uno dei vantaggi della previdenza complementare è la possibilità di dedurre dal reddito i contributi versati, sia quelli versati dal dirigente che quelli corrisposti dal datore di lavoro ma non il Tfr. La buona notizia è che per ottenere la deducibilità non è necessario fare nulla: la deduzione avviene direttamente in busta paga e i dati sono tutti inseriti nella Certificazione Unica e inviati all’Agenzia delle Entrate, che li utilizza per la dichiarazione dei redditi precompilata.

Anche per i contributi versati direttamente al Fondo, per esempio con la contribuzione volontaria o se si è lasciato il lavoro con la prosecuzione volontaria,  non è necessario fare nulla, perché è sempre il Fondo a comunicarne l’ammontare ricevuto all’Agenzia delle Entrate. Può poi essere poi utile ricordare che i familiari fiscalmente a carico iscritti a Previndai, qualora avessero un reddito (4 mila euro fino ai 24 anni e 2.840 dopo quell’età), potranno dedurre in prima persona i versamenti al Fondo, con una deducibilità ‘piena’ di 5.164 euro. In questo caso, ovviamente, il dirigente non potrà dedurre anch’egli la quota già dedotta dal familiare.

Gli iscritti dovranno ricordarsi di inviare al Fondo la comunicazione dei contributi non dedotti, ossia di quella parte di contribuzione che supera il limite di deducibilità fiscale di  5.164 euro. Questo può essere un buon momento per farlo, perché l’ammontare è presente sia nella Certificazione Unica che nel 730.  C’è comunque tempo fino alla fine dell’anno per inviare la comunicazione e lo si può fare direttamente dall’Area Riservata del sito Previndai. Si tratta di un adempimento importante perché permette a Previndai di non tassare quella quota di contributi al momento dell’erogazione delle prestazioni, siano esse anticipazioni, rendite o altro. In buona sostanza per non pagare le tasse due volte.

Ancora, può essere utile ricordare che esiste anche un altro caso in cui la previdenza complementare può incidere sul 730: se si è ricevuta una prestazione (anticipazione, riscatto, rendita, Rita). Non sempre è necessario fare qualcosa, perché Previndai invia al fisco tutte le informazioni relative alle prestazioni erogate ma c’è una differenza tra gli iscritti dal 2007 in poi e quelli che invece hanno aderito al Fondo prima di questa data. Per i primi la tassazione delle prestazioni è a titolo d’imposta e dunque non sono necessari conguagli a fine anno. Per tutti gli iscritti prima del 2007, invece, nel caso di rendite o per alcune tipologie di riscatti anticipati quella che viene applicata è la tassazione ordinaria, per cui potrebbe accadere che nel 730 sia presente un eventuale conguaglio fiscale. In questo caso può essere utile farsi consigliare da un professionista.

Ultima variabile da tenere in considerazione è quella dei reintegri, ovvero le somme eventualmente versate nel 2023 per ricostituire il proprio salvadanaio previdenziale dopo aver ottenuto un’anticipazione. Per un dirigente ancora in servizio, iscritto dal 2007 in poi, si avrà diritto a un credito d’imposta pari alle tasse già versate sull’anticipazione. Per un iscritto che abbia terminato la propria carriera lavorativa e che non versi già contributi volontari al Fondo, c’è invece la possibilità di utilizzare la deducibilità fiscale dei contributi, sempre nel limite dei 5.164 euro, e di richiedere per l’eventuale eccedenza il credito di imposta. Questo vale sempre per gli iscritti dal 2007 in poi. Il regime fiscale delle anticipazioni, e quindi anche dei loro reintegri, è più complesso per gli iscritti prima di quella data ma è sempre  possibile contattare telefonicamente o per mail i nostri uffici per assistenza.