Alitalia

Alitalia rimborserà i clienti e farà fronte al debito di stato. Lo garantisce il decreto aiuti bis. All’interno dell’ultima legge votata dal Parlamento è presente una clausola piuttosto corposa che riguarda l’ex compagnia di stato. Si dispone, infatti, che proventi dell’attività di liquidazione svolta dall’amministrazione straordinaria di Alitalia S.p.A. siano destinati in via
prioritaria al soddisfacimento in prededuzione dei crediti verso lo Stato, al netto,
fino al 31 dicembre 2022, dei costi di completamento della liquidazione e degli
oneri di struttura, gestione e funzionamento dell’amministrazione straordinaria,
nonché dell’indennizzo ai titolari di titoli di viaggio, di voucher o analoghi titoli
emessi dall’amministrazione straordinaria stessa”.

Un prestito da 400 milioni

Insomma lo stato tutela se stesso per evitare che i debiti dell’azienda ricadano sulle casse pubbliche, a quanto emerge dalla relazione allegata al decreto aiuti bis, che contiene una serie di provvedimenti che vanno incontro soprattutto alle esigenze dei cittadini e delle famiglie a livello di politica energetica. Il decreto, oltre a differire i termini per la restituzione del prestito di 400 milioni di euro disposto a beneficio del gruppo Alitalia SAI, dispone la prosecuzione dell’attività delle società interessate nelle more della decisione della Commissione europea sul piano industriale della nuova società ITA S.p.A.
e contiene disposizioni in merito alle modalità del trasferimento, da Alitalia SAI alla nuova società ITA S.p.A., dei complessi aziendali individuati nel suddetto piano industriale, a seguito e in conformità della pronuncia della Commissione europea.

L’amministrazione straordinaria si occuperà solo della liquidazione 

La novità maggiore contenuta nel documento riguarda l’immediato futuro della ex compagnia di bandiera, perché  si individuano i presupposti per far dichiarare la cessazione dell’esercizio dell’impresa delle società del gruppo Alitalia SAI, precisando che
l’amministrazione straordinaria continua ad operare con finalità liquidatorie.

A partire dal decreto di revoca dell’attività d’impresa di Alitalia – Società Aerea
Italiana S.p.A. e di Alitalia Cityliner S.p.A. in amministrazione straordinaria, che
potrà intervenire a seguito dell’avvenuta cessione di tutti i compendi aziendali di
cui al programma autorizzato, l’amministrazione straordinaria prosegue a fini
esclusivamente liquidatori.

Su tale ultima previsione normativa è intervenuto l’articolo 29 del Dl aiuti, che ha ulteriormente specificato che tale destinazione interessa i proventi dell’attività liquidatoria, calcolati, fino al 31 dicembre 2022, al netto dei costi di completamento della liquidazione e degli oneri di struttura, gestione e funzionamento dell’amministrazione straordinaria, nonché dell’indennizzo ai titolari di titoli di viaggio, di voucher o analoghi titoli emessi
dall’amministrazione straordinaria.

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Buone nuove per chi aspetta i rimborsi 

I commissari liquidatori potranno far fronte a una serie di costi e di oneri a partire da quelli che riguardano lo stato come il recupero del finanziamento di 900 milioni di euro precedentemente erogato e ritenuto aiuto di Stato illegittimo. Non tutto arriverà nelle casse statali perché il governo ha precisato che “l’entità delle somme dovute all’Erario, di fatto, non permetterebbe di far fronte ai costi di completamento della procedura liquidatoria”. A partire da contributo addizionale legato alla cassa integrazione guadagni, agli oneri del personale che l’amministrazione straordinaria manterrà alle proprie dipendenze, che potrebbero avere un ruolo chiave a livello di manutenzione e riqualificazione. E infine c’è un esborso che si annuncia come oneroso che è quello di chi aspetta il rimborso di biglietti, voucher e titoli analoghi acquistati e non ancora utilizzati dai titolari. Il Ministero dello sviluppo economico istituirà un fondo volto a garantire un indennizzo pari al valore del biglietto per i titolari di titoli di viaggio e di voucher emessi dall’amministrazione
straordinaria in conseguenza delle misure di contenimento del contagio da Covid 19 e non utilizzati alla data del trasferimento dei complessi aziendali.