La Cina affossa le performance?

La volatilità è stata la musica di fondo che ha accompagnato i mercati azionari cinesi dall’inizio dell’anno. Come racconta Anthony Wong, fund manager per l’azionario cinese di Allianz Global Investors, nella conferenza dedicata all’Asia tenutasi in settimana, la prima parte dell’anno è stata caratterizzata dal proseguimento del forte momentum positivo del 2020. Tuttavia, dopo il Capodanno cinese c’è stata una fase breve ma intensa di prese di profitto. Per Wong, è però importante guardare oltre l’attuale instabilità, che sembrerebbe legata alla natura di mercati dominati dagli investitori retail come quello delle A Share cinesi. “Non crediamo che la situazione attuale modifichi le previsioni a lungo termine per l’azionario cinese, che rimangono positive”, afferma Wong. Che aggiunge: “Gli investimenti sui mercati azionari internazionali infatti proseguono, e molti investitori in tutto il mondo intendono aumentare l’esposizione alla seconda economia globale, anche grazie alla maggiore apertura dei suoi mercati finanziari”.

Secondo Wong inoltre il mercato azionario cinese si confermerebbe interessante per i benefici offerti sul fronte della diversificazione, derivanti dalla scarsa correlazione con altre asset class. “Con ogni probabilità nei prossimi mesi la Cina sarà ancora alle prese con regolamentazione attiva e politiche economiche più severe da un lato, e fondamentali societari solidi dall’altro”, dice lo strategist. A fronte di un contesto fondamentale favorevole, Allianz considera quindi le battute d’arresto del mercato come un’opportunità per costituire o ampliare posizioni di lungo periodo. “Occorre tuttavia usare la massima selettività”, spiega Wong. Che aggiunge: “Inoltre, gli investitori non dovrebbero concentrarsi esclusivamente sul mercato azionario cinese: anche le obbligazioni onshore in RMB (cioè i titoli obbligazionari scambiati nella Cina continentale e denominati in yuan) offrono un buon potenziale in termini di diversificazione e premi di rendimento rispetto alle emissioni dei mercati avanzati”.

Come spiega infine Andreas Fruschki, Head of Thematic Equity di Allianz GI, una modalità alternativa e innovativa di esporsi alla Cina potrebbe essere quella delle strategie tematiche. “Questa filosofia di investimento vincente della strategia globale Allianz Thematic può essere applicata anche a un mercato ampio e variegato come quello cinese – spiega Fruschki – E molti dei megatrend sottostanti riscontrabili a livello mondiale sono presenti anche in Cina, spesso con tratti distintivi”. Un esempio su tutti è il cambiamento demografico: “Entro il 2100 la popolazione mondiale dovrebbe crescere di oltre un terzo raggiungendo quota 11 miliardi, mentre la popolazione cinese raggiungerà probabilmente il picco nei prossimi decenni e inizierà a diminuire sensibilmente verso la fine del secolo. E’ questa una previsione che pone particolari sfide per la Cina e presenta altrettante opportunità di investimento”, conclude Fruschki.