Fiori d’arancio per Alena Seredova e il manager torinese Alessandro Nasi. Ad annunciare la lieta novella è stata la stessa modella ceca in una storia su Alena Seredova Instagram, pubblicando una foto con il suo compagno. Alena ha già detto “sì” sui social, riportando un testo a margine del selfie scattato in Grecia, a Mykonos, con scritto “I sayd yes” (Tradotto: Ho detto sì).

Non sappiamo quando convoleranno a nozze. Per la promessa sposa è il secondo matrimonio, dopo quello che l’aveva legata per 9 anni al portierone Gianluigi Buffon, dal quale sono nati Louis Thomas e David Lee. Alena e Alessandro hanno anche una figlia, Vivienne Charlotte, ma anche un ricco patrimonio da condividere.

 

Buffon Seredova

Lei porta in dote parte del patrimonio milionario che divideva con l’ex calciatore Buffon. All’epoca, fiumi di Novella 2000 si sprecarono sui cospicui averi dell’ex juventino: 5 ville nella stazione sciistica di Limone Piemonte, 5 appartamenti a Parma, 1 villa a Forte dei Marmi, 2 case a Rivoli e 20 appartamenti in Sardegna. Ma Gigi possedeva pure 1 stabilimento balneare e azioni di molte società. A tutto questo, si aggiungeva 1 ristorante in centro a Pistoia, 1 Hotel a quattro stelle a Ronchi di Versilia, 1 squadra di calcio (la Carrarese) della quale la Seredova era presidente, e 1 quota di maggioranza nelle aziende di biancheria per la casa Zucchi e Bassetti. Nel 2014 Buffon, tra sponsor e ingaggi, incassava 12,4 milioni di euro all’anno.

La liaison con la giornalista Ilaria D’Amico sarà costata cara a Buffon, ma su quanto pattuito per il divorzio con Alena c’è un velo di mistero mai svelato. Dopo la paparazzata a Milano tra Gigi e Ilaria, sono apparsi numerosi articoli di gossip come quello di Sologossip.it che titolava così: “Ilaria D’Amico costa cara a Buffon”. Non si è mai saputo a quanto sia ammontato il conto presentato. La questione deve essere stata risolta dal giudice visto che la coppia finì in tribunale e sui rotocalchi nazionali tra i divorzi milionari più ricchi di sempre.

 

Alessandro Nasi patrimonio

Il futuro marito della Šeredová è invece Alessandro Nasi, 47 anni, quasi coetaneo (Alena Seredova ha 44 anni). Nel 2021 figurava come vicepresidente di Exor, e amministratore e socio dell’olandese Giovanni Agnelli Bv, quindi al vertice della finanziaria presieduta da John Elkann, controllore a sua volta della Fca Fiat. La holding finanziaria è controllata dagli eredi delle famiglie Agnelli e Nasi.

Secondo i rumors dispone di un consistente patrimonio immobiliare in Italia, gestito sia direttamente che non.

Italia Oggi parla di una visura camerale nella quale Nasi figura in piena proprietà nel capoluogo piemontese di 3 magazzini di 65 metri quadrati, 2 garage, un’abitazione di tipo economico dotata di tre stanze e 2 ville da ben 26 vani.

Tra gli incarichi, nel palmares risulta presidente di Iveco Defence Vehicles e socio amministratore della società semplice torinese La Pietra che condividerebbe con la sorella Allegra, il fratellastro Giovanni e le sorellastre Livia e William. Il patrimonio immobiliare de La Pietra è a Levanto, nelle Cinque Terre, dove si troverebbe 1 villa di 19 stanze, 1 magazzino e 4 terreni da oltre 10mila metri quadrati.

Alessandro Nasi ex moglie

L’imprenditore torinese è imparentato con la famiglia Agnelli. Giovanni Antonio Nasi (Torino, 17 marzo 1789 – Torino, 8 gennaio 1868) fu un alto magistrato. Il 23 gennaio 1836 fu creato barone. Dalle sue nozze con la baronessa Angela Borsarelli di Rifreddo, nacquero Giuseppe, Luigi, Michele e Carlo Fiorenzo. La notorietà della famiglia è dovuta alla parentela con gli Agnelli in seguito al matrimonio tra il barone Carlo Nasi (1877 – 1935), nipote di Giovanni Antonio, e Caterina Aniceta Agnelli (1889 – 1928), figlia del fondatore della FIAT Giovanni Agnelli. Da Aniceta Caterina Agnelli, Carlo ebbe 5 figli.

Alessandro Nasi perciò sarebbe, oltre che socio, anche cugino di John e Lapo Elkann.

Nato a Torino, Nasi è cresciuto a New York. Tornato in Italia per laurearsi in amministrazione aziendale, comincia a lavorare come analista finanziario per alcune banche estere. Nel 2005 diventa dirigente del Corporate Business Development in Fiat. Attualmente, Alessandro Nasi è anche vice presidente della società finanziaria Exor, la holding finanziaria controllata dagli eredi delle famiglie Agnelli e Nasi. Si parla di una sua ex moglie ma la notizia non è vera. Di sicuro è schivo e riservato, ed è salito alle cronache da quando ha cominciato a frequentare la futura moglie Alena.

 

La cassaforte Agnelli

Stando alle ricostruzioni di Wiki, la Giovanni Agnelli e C. S.a.p.az., controllata da dieci famiglie, sei dei fratelli del ramo Agnelli, discendenti di Edoardo (Clara Agnelli, Cristiana Agnelli, Giovanni Agnelli, Susanna Agnelli, Maria Sole Agnelli, Umberto Agnelli) e quattro dai loro cugini Nasi, controlla con il 51,87% l’holding Exor a cui fanno capo numerose partecipazioni azionarie.

La S.a.p.az. è guidata da John Elkann con i vicepresidenti Andrea Agnelli e Alessandro Giovanni Nasi, figlio di Andrea Nasi e di Daniela Remmert e nipote del cugino di Gianni Agnelli, Giovanni.

 

L’upper class torinese e l’intreccio con gli Agnelli

La Juventus c’entra ancora. Exor è una holding, e deriva da una società costituita per racchiudere in un solo soggetto tutti gli investimenti di Gianni Agnelli. Ancora oggi racchiuderebbe tutte le quote societarie di proprietà degli Agnelli, più altri soci di minoranza.

Nel luglio 2020 Exor era azionista di:

FCA, di cui deteneva il 22,91% del capitale societario.
Ferrari, di cui possedeva il 22,91% del capitale sociale.
Juventus FC, della quale aveva il 63,77% delle quote.
The Economist Group: di cui aveva il 43,4% del capitale.
PartnerRe, azienda assicuratrice posseduta al 100%.
CNH Industrial: posseduta al 26,89%, è una società che si occupa della costruzione di macchine agricole, veicoli industriali, autobus, mezzi speciali, motori, ecc.

E, naturalmente, non manca anche il controllo della stampa: Gruppo Editoriale GEDI (Giornale Repubblica, La Stampa, 10 giornali locali e diversi portali online, Radio Deejay, Radio Capital e M2o). Del Gruppo GEDI, Exor possedeva, e forse possiede ancora, il 54,83% delle quote.