Gli italiani in Albania fanno paura. Soprattutto agli italiani che ci vivono già, che temono che l’arrivo dei connazionali faccia lievitare i prezzi, come in parte sta già succedendo. A raccontarlo è Vincenzo Isidoro, presidente dell’Acipa, l’associazione culturale italiani pensionati di Albania, che oltre Adriatico c’è andato nel 2008, molto prima dell’ondata vacanziera di quest’estate e molto prima delle visite a cavallo di Ferragosto della presidente del consiglio Giorgia Meloni. Nessuno meglio di Isidoro, la cui associazione aiuta i pensionati italiani a stabilirsi in Albania, può raccontare come sia (e quanto costi) la vita tra Valona, Durazzo e Tirana. “Raggiunta la pensione – racconta Isidoro, che in Italia era un poliziotto – volevo trasferirmi all’estero. Avevo identificato l’Albania perché mia sorella aveva aperto uno studio dentistico. Quando lei ha dovuto lasciare, mi sono trasferito io in Albania. Conoscevo già diverse persone del luogo. Negli ultimi dieci anni ho visto che ci sono stati passi da gigante con l’arrivo di Edi Rama. Non possiamo negare che ci siano stati tanti problemi negli ultimi 20 anni, ma oggi la situazione è positiva. Noi pensionati non possiamo dire che si stia male, anche se è aumentato il costo della vita con il turismo. Oggi possiamo dire che il lek abbia lo stesso valore dell’euro”.

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Niente tasse per i pensionati italiani
Ad attirare gli italiani in Albania non c’è soltanto il maggiore potere d’acquisto, ma anche la possibilità di incassare tutta la pensione senza dover pagare le tasse. “Se viene qui un pensionato – continua – con la nuova legge albanese ha la tassazione a zero se porta il conto della pensione in Albania. Basta avere un foglio di soggiorno e un’assicurazione sulla vita che costa dai 60 ai 70 euro l’anno. Queste regole non valgono per me perché sono un ex dipendente statale, ma per tutti gli altri pensionati italiani si. In realtà io continuo a pagare le tasse in Italia e non ho diritto nemmeno all’assistenza sanitaria, essendo iscritto all’Aire. Si tratta di un piccolo disguido, che è compensato dagli altri vantaggi del vivere in Albania. Con una pensione di 900 euro non si arriva a fine mese più che comodamente”.
Quanto costa vivere in Albania
Anche se ci sono stati degli aumenti negli ultimi anni l’Albania resta comunque conveniente per gli italiani. In media l’affitto di un appartamento a Valona oscilla dai 200 ai 400 euro. “Un mio connazionale – spiega – ha trovato un appartamento a Valona. Paga 200 euro per due camere con bagno, salone e cucina. Se ci si sposta verso il mare si arriva a 400 o anche 500 euro. Negli ultimi tempi i prezzi stanno salendo. Quando sono arrivato pagavo dai 150 ai 170 euro al mese. Ora ne approfittano. L’anno scorso mi hanno raddoppiato l’affitto. Ho deciso così di spostarmi e ho trovato in centro a Valona. Con 250 euro al mese sono riuscito a trovare un attivo di 150 metri quadrati”. Secondo Isidoro il turismo di massa degli italiani ha portato con sé anche altri problemi. “Quest’anno è arrivato di tutto – racconta – Non si è mai visto andare via senza pagare. L’albanese anche se povero paga. Ultimamente nelle spiagge si sono verificati dei furti. Qui se vado in bagno al bar lasciavo il portafoglio. Da quest’anno non mi fido più”. Ha fatto scalpore nei giorni scorsi la vicenda del gruppo di italiani che hanno lasciato un ristorante senza pagare e hanno costretto addirittura la presidenza del consiglio a intervenire. Il primo contatto con l’Europa non è stato, quindi, così positivo.
Più che euroscettici, europrudenti
L’obiettivo dichiarato sul quale sta insistendo lo stesso Edi Rama è quello dell’ingresso nell’Unione Europea dell’Albania. “Non sono sicuro – continua Isidoro – che sia la scelta migliore. Anche se mantenessimo la nostra moneta molte cose rischiano di cambiare. In Croazia, dopo l’ingresso nell’euro, è raddoppiato tutto e c’è una grande svalutazione”. Si tratta di una prospettiva comunque a lungo termine. Al momento per i pensionati italiani l’Albania rimane conveniente, ma bisogna prestare attenzione alle truffe. “Ho fondato l’associazione – dice – proprio per aiutare gli italiani e metterli in guardia da eventuali truffe. C’è chi lucra sui nostri connazionali. Un foglio di soggiorni costa dai 300 ai 350 euro, ma c’è chi arriva a chiederne anche 1500. E poi bisogna prestare attenzione. Molti italiani pensano che sia terra di conquista, ma non dobbiamo mai dimenticarci che noi siamo ospiti”.













