L’Airbus taglia 15 mila posti di lavoro in Europa

Airbus conquista la fiducia degli investitori con una strategia che guarda al lungo periodo. Il gruppo aerospaziale europeo ha annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie da 5 miliardi di euro e ha aggiornato gli obiettivi finanziari al 2029, prospettando un sensibile aumento della redditività. La reazione di Piazza Affari e delle altre Borse europee è stata immediata: il titolo ha guadagnato oltre il 5%, sostenuto dall’ottimismo sulle prospettive del gruppo.

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Airbus alza l’asticella: EBIT fino a 13 mld entro 2029

Il nuovo piano industriale – riporta Il Sole 24 Ore – prevede un utile operativo rettificato (adjusted EBIT) compreso tra 12 e 13 miliardi di euro entro il 2029. Si tratta di un traguardo decisamente superiore ai 7,13 miliardi registrati nel 2024 e ben oltre il precedente obiettivo di 7,5 miliardi fissato per il 2026.

La revisione al rialzo riflette la convinzione del management che la crescita della domanda globale di aeromobili e il progressivo incremento della produzione possano sostenere un’espansione strutturale della redditività nel corso dei prossimi anni.

Solidità finanziaria al centro della strategia

Parallelamente agli obiettivi industriali, Airbus punta a rafforzare ulteriormente la propria posizione patrimoniale. L’intenzione è mantenere un livello di liquidità sufficiente a fronteggiare eventuali crisi internazionali o shock economici, come quelli sperimentati durante la pandemia.

In questa logica rientrano anche le recenti operazioni di finanziamento, tra cui un’emissione obbligazionaria da 750 milioni di euro e una linea di credito concessa dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), oggetto di critiche da parte di Boeing.

Il direttore finanziario Thomas Toepfer ha ribadito che il finanziamento è stato ottenuto a condizioni di mercato e che dei 3 miliardi di euro messi complessivamente a disposizione è stata impiegata soltanto una parte limitata. Secondo il manager, si tratta di strumenti ordinari di gestione della liquidità e non di forme di sostegno pubblico.

Domanda in crescita, Airbus prepara nuove opportunità

Sul piano industriale, il gruppo continua a vedere prospettive favorevoli per il trasporto aereo mondiale. Secondo Lars Wagner, amministratore delegato della divisione Commercial Aircraft, una larga parte della popolazione mondiale non vola ancora con regolarità, lasciando ampi margini di sviluppo per il settore nei prossimi decenni.

Airbus ritiene realistico il raggiungimento di una flotta mondiale di circa 42 mila aeromobili, sostenuta dall’aumento della domanda e dalla capacità della filiera produttiva di incrementare gradualmente i volumi di consegna.

Il costruttore europeo sta inoltre valutando l’estensione della propria gamma con versioni più lunghe degli A220 e degli A350. Al momento non è stata indicata una tempistica per un’eventuale decisione, ma il progetto conferma la volontà di ampliare l’offerta per rispondere all’evoluzione del mercato.

Difesa e Spazio, il nuovo motore della crescita

Accanto all’aviazione civile, Airbus – si legge su Il Sole 24 Ore – individua nel comparto Defence & Space uno dei principali fattori di sviluppo del prossimo decennio. L’aumento degli investimenti militari in Europa e la rapida evoluzione tecnologica stanno trasformando profondamente il settore.

Michael Schoellhorn, amministratore delegato della divisione Defence and Space, ha evidenziato come intelligenza artificiale, sistemi autonomi, droni e tecnologie spaziali stiano ridefinendo il modello industriale. Il gruppo sta intensificando le collaborazioni con startup innovative e realtà specializzate nello sviluppo di sistemi autonomi, comprese alcune partnership avviate con aziende ucraine.

Più investimenti privati per l’innovazione

Secondo Airbus, anche il modello di finanziamento dell’industria europea della difesa è destinato a cambiare. Se in passato gran parte della ricerca era sostenuta direttamente dai governi, oggi le imprese sono chiamate a finanziare una quota crescente degli investimenti con risorse proprie.

Le aree considerate strategiche comprendono software, intelligenza artificiale, autonomia operativa e tecnologie dual use, destinate sia al mercato civile sia a quello militare. Per il gruppo europeo, il vero vantaggio competitivo non dipenderà soltanto dallo sviluppo delle singole innovazioni, ma dalla capacità di integrare hardware, software e sistemi complessi in piattaforme sempre più avanzate.