Il trasporto aereo punta sulla sostenibilità

Air France-Klm archivia un secondo trimestre segnato dal caro carburante e dalle tensioni geopolitiche, ma mostra una capacità di reazione superiore alle attese. L’utile netto si è fermato a 190 milioni di euro, il 71% in meno rispetto ai 649 milioni dello stesso periodo del 2025. A pesare sui conti è stata soprattutto l’impennata dei costi energetici provocata dal conflitto in Medio Oriente, compensata però in larga misura attraverso tariffe più elevate e una domanda premium ancora robusta.

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Il carburante pesa, ma i prezzi assorbono lo shock

Nel trimestre la spesa per il carburante è salita da 1,68 a 2,44 miliardi di euro, con un incremento del 45% su base annua. Il gruppo franco-olandese è riuscito a trasferire sui prezzi circa l’85% del rincaro, contro il 60% ipotizzato a fine aprile dal direttore finanziario Steven Zaat. Il recupero, superiore alle previsioni, è stato sostenuto da una politica commerciale più incisiva e dalla tenuta dei viaggiatori ad alta capacità di spesa, soprattutto sulle rotte verso Asia e Nord America. I dati sono contenuti nel comunicato diffuso da Air France-Klm il 30 luglio.

Ricavi in crescita e domanda premium

Il fatturato trimestrale ha raggiunto 9,28 miliardi di euro, in aumento del 9,9% e del 12,3% a cambi costanti. Il ricavo unitario per posto-chilometro è cresciuto dell’8,7%, beneficiando della maggiore attenzione ai servizi premium, della minore capacità disponibile e degli aumenti tariffari introdotti sulle principali direttrici. Particolarmente brillante la performance del cargo, dove il ricavo unitario è salito del 26,7% a cambi costanti, grazie anche alla domanda di trasporto di semiconduttori e componenti destinati all’intelligenza artificiale.

Margini sotto pressione, Klm resiste meglio

La crescita dei ricavi non è stata sufficiente a evitare una contrazione della redditività: l’utile operativo rettificato è sceso da 735 a 484 milioni di euro, mentre il margine è passato dall’8,7% al 5,2%. Il costo unitario è aumentato soltanto dell’1%, frenato dalle efficienze ottenute nella manutenzione e nella gestione del personale. Air France ha registrato un risultato operativo di 225 milioni, in calo di 290 milioni, su ricavi per 5,52 miliardi; Klm, invece, ha migliorato leggermente l’utile operativo, portandolo a 176 milioni, con circa 3,9 miliardi di fatturato.

La partita europea tra Tap e Sas

Accanto alla gestione della volatilità, Air France-Klm continua a lavorare sul consolidamento europeo. Il 29 luglio il gruppo ha presentato un’offerta vincolante per acquisire una quota compresa tra il 44,9% e il 49,9% di Tap Air Portugal, sfidando Lufthansa e puntando a trasformare Lisbona nel terzo hub dopo Parigi e Amsterdam. Parallelamente attende il via libera della Commissione europea per salire dal 19,9% al 60,5% di Sas. Al 30 giugno lo Stato francese restava il primo azionista con il 28%, seguito dal governo olandese con il 9,1% e da Cma Cgm con l’8,8%.