agroalimentare

Nel 2023 il settore agroalimentare in Italia ha avuto una crescita del 6% nelle esportazioni, che conferma il periodo positivo, che sta attraversando l’Italia in questo ambito. I dati sono stati forniti da Sace, in occasione della manifestazione Cibus, alla quale l’ente che ha finanziato Garanzia Green e Garanzia Futuro, ha partecipato. La crescita delle esportazioni rappresenta la conferma di quello che sta accadendo in un settore che per l’Italia è fondamentale visto, che con il valore di 64,4 miliardi di euro, rappresenta oltre il 10% dell’export italiano.

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Il vino traina le esportazioni del settore agroalimentare

A fare da locomotiva alle esportazioni italiane sono ancora le bevande, in modo particolare il vino, che rappresentano il 19% dell’export con una crescita del 2,5% che risulta comunque sotto la media. Tra i prodotti che hanno fatto da traino ci sono anche pasta e prodotti da forno (+8,6%), latte e formaggi (+10,3%), preparazioni di ortaggi e frutta (+12,5%) e altre preparazioni alimentari (+13%), in cui rientrano salse e conserveLe principali destinazioni per l’agroalimentare italiano sono le geografie europee e gli Stati Uniti, dove i consumatori hanno un potere d’acquisto elevato e riconoscono la qualità dei prodotti Made in Italy. Vi sono poi mercati meno presidiati in cui il nostro export è risultato particolarmente dinamico negli ultimi anni e in cui la spesa per prodotti  agroalimentari è attesa crescere in modo marcato. È il caso di India e Vietnam in Asia, ma anche del  Messico in America Latina e della Polonia in Europa. Le caratteristiche intrinseche di ciascuna regione si riflettono nelle varietà uniche della produzione dei prodotti agroalimentari italiani. Nel 2023 l’Emilia-Romagna è la principale regione esportatrice di prodotti agroalimentari (18,2% dell’export nazionale del settore), seguita da Lombardia (16,2%),  Veneto (14,9%) e Piemonte (13,8%).