Affitto di casa o compravendita? Questo è il quesito che si pongono cittadini e imprese in questo specifico periodo storico. Se da un lato, infatti, la prospettiva dell’affitto attira perché c’è minore esigenza di un forte capitale iniziale e non si è in balia dei tassi d’interesse, ma solo dell’Istat, come nel caso di un mutuo, d’altro canto comprare una casa può essere un ottimo investimento nel lungo periodo, in particolare se effettuato in zone ad alto potenziale di crescita. La risposta al dilemma si trova dietro un’accurata analisi del mercato attuale e in particolare della dinamica della domanda nella zona specifica dove si intende acquistare, a partire dai fattori che influenzano il costo degli immobili in proporzione al loro effettivo valore, in particolare i tassi d’interesse.

Il calo dei mutui a tasso variabile peserà

Negli ultimi due anni si è registrato un trend crescente degli stessi, con continui e ravvicinati rialzi operati dalle banche centrali e di recente la BCE ha fatto intendere che per il momento rimarranno stabili, interessando di fatto chi oggi si impegna ad accendere un nuovo mutuo sia al tasso variabile sia a tasso fisso, problema che non riguarda chi ha sottoscritto il mutuo a tasso fisso prima che i tassi iniziassero a salire. Quello variabile in particolare nell’ultimo periodo ha subito un incremento di costi, ma auspicabilmente e tendenzialmente dovrebbe calare nei prossimi anni, considerando anche che l’inflazione si è abbassata notevolmente e più velocemente rispetto a quanto si riteneva. Infatti, già lo scorso dicembre il tasso sui nuovi mutui erogati dalle banche in Italia alle famiglie è diminuito al 4,42%, dal 4,50% del mese precedente. Quello fisso è ipotizzabile che rimanga alto più a lungo, a causa della sua struttura che tende e a rispondere più lentamente
all’abbassamento dell’Euribor e al costo del denaro.

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Seppur oggi non si possa parlare di tassi troppo alti in termini assoluti, certamente hanno
comportato un significativo incremento della rata per chi ha contratto un mutuo prima della fine del 2021. Pur restando un ottimo investimento l’acquisto di un immobile, la prospettiva dell’affitto può essere una valida alternativa per soddisfare i propri bisogni abitativi. È opportuno evidenziare che nella scelta tra affitto e mutuo non bisogna operare solo considerazioni economiche, ma anche sociodemografiche: la flessibilità costituisce un valore, soprattutto per chi ha un profilo professionale improntato a una carriera in crescita e si potrebbe trovare a spostare la propria residenza per cogliere nuove opportunità lavorative. Anche le famiglie sono più dinamiche oggi, e le relative esigenze abitative cambiano più rapidamente che in passato. Per questo una parte del mercato sceglie soluzioni flessibili per soddisfare la propria esigenza abitativa, con la disposizione a
pagare anche un prezzo maggiore proprio in cambio di tale flessibilità.

Dove conviene l’affitto di casa e dove l’acquisto

Ecco, dunque, che prima di scegliere tra affitto e compravendita è necessario fare un’attenta analisi. Per non sbagliare, è sempre utile scegliere bene la città, l’area dove si vuole vivere. Per esempio, in base alle nostre valutazioni, sia la città di Milano sia i territori limitrofi, in particolare quelli a Nord fino al confine Italo-Svizzero che ben conosciamo, restano aree a demografia crescente e conseguentemente idonei per ottimi investimenti. Milano è il cuore di un sistema finanziario e produttivo che interessa un territorio ben più vasto, da Varese a Brescia passando per Como, Lecco e Bergamo, territorio leader nell’industria e nei servizi a livello italiano, sul podio anche a livello europeo. Milano e questi territori confinanti costituiscono un unico sistema socioeconomico che beneficia, tra l’altro, della vicina Confederazione Elvetica che attrae continuamente lavoratori transfrontalieri. Anche adesso, nonostante la situazione dei tassi, non ha perso questa caratteristica. Tanto più che le prospettive di crescita nei prossimi anni sono positive,
sia dal punto di vista economico sia per la qualità della vita. Del resto, le province della Lombardia con Milano e la sua area metropolitana in testa, rimango le più ricche in termini di PIL Pro-capite e redditi. Recente è anche l’analisi l’ufficio studi della CGIA di Mestre che ha evidenziato che a livello provinciale, Milano, con 28,2 miliardi di euro di valore aggiunto nominale nel 2021, rimane l’area più “manifatturiera” del Paese”.