Bonus affitti under 31

Negli ultimi anni il mercato degli affitti brevi è diventato uno dei principali osservati speciali dell’amministrazione finanziaria. La crescente diffusione delle locazioni turistiche, favorita dalle piattaforme digitali, ha portato il legislatore a rafforzare gli strumenti di controllo e gli obblighi a carico dei proprietari. Il risultato è un sistema di verifiche sempre più capillare che punta a contrastare evasione fiscale, irregolarità amministrative e concorrenza sleale, mentre il fenomeno continua ad avere effetti significativi anche sul mercato immobiliare e sul costo delle abitazioni.

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Controlli fiscali più estesi e verifiche incrociate

La Relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2025 della Corte dei Conti evidenzia un deciso incremento dell’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate nei confronti dei titolari di affitti brevi. Nel corso del 2025 le segnalazioni al Fisco hanno interessato circa 32 mila soggetti, mentre sono stati avviati oltre 2 mila accertamenti. Numeri che riflettono il rafforzamento delle verifiche dopo l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN), oggi elemento centrale del sistema di monitoraggio delle locazioni turistiche.

Obblighi amministrativi e nuove regole europee

Oltre agli adempimenti fiscali, i proprietari sono chiamati a rispettare una serie di obblighi amministrativi sempre più articolati. Il CIN deve essere esposto nella struttura ricettiva, gli ospiti devono essere comunicati alla Questura attraverso il portale dedicato e, nei Comuni dove prevista, va riscossa l’imposta di soggiorno. A questi adempimenti si aggiungono le novità introdotte dal Regolamento UE 2024/1028, entrato in vigore il 20 maggio 2025, che impone alle piattaforme online di trasmettere alle autorità competenti dati relativi alle registrazioni, agli arrivi e alle attività svolte dagli host. Le informazioni confluiranno nella Banca dati nazionale del Ministero del Turismo, consentendo controlli ancora più puntuali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Crescono i ravvedimenti e aumenta la tracciabilità

L’intensificazione delle verifiche sembra aver favorito anche una maggiore propensione alla regolarizzazione spontanea. La Corte dei Conti segnala infatti che nel 2025 sono stati registrati 377 ravvedimenti operosi riferiti ad atti istruttori gestiti dall’Agenzia delle Entrate. Parallelamente, il Fisco può oggi confrontare i dati trasmessi dai portali di intermediazione con quelli indicati nelle dichiarazioni dei redditi, individuando eventuali anomalie che possono rappresentare un elemento sufficiente per avviare controlli mirati, come evidenziato anche da Il Sole 24 Ore.

Gli effetti sul mercato delle locazioni

L’espansione degli affitti brevi continua ad avere ripercussioni anche sul comparto immobiliare. Secondo uno studio della Fondazione IFEL, tra il 2018 e il 2024 il canone medio delle locazioni in Italia è aumentato del 22,6%, con incrementi ponderati del 27,5%. Gli aumenti più consistenti si registrano a Gorizia, Vercelli, Firenze, Aosta e Milano, dove la crescita supera il 41%. Nelle grandi città, come Milano e Roma, il peso dell’affitto può arrivare a incidere fino al 40% del reddito familiare, alimentando le difficoltà di accesso alla casa. Sul fronte economico, l’esperto Raffaele Rio inserisce inoltre gli affitti brevi tra i principali fattori del cosiddetto “toxic tourism”, stimando un impatto pari a 12,6 miliardi di euro l’anno, equivalente a circa lo 0,5% del PIL 2025, tra effetti sul mercato immobiliare, pressione turistica e rendite generate dalle piattaforme digitali.