affitti brevi

di Francesco Zorgno, CleanBnB

Negli ultimi anni, gli affitti brevi hanno assunto un ruolo sempre più importante nell’offerta ricettiva del nostro paese (complementare a quello della ricettività tradizionale) e nel PIL nazionale (dove il turismo rappresenta una delle voci principali del nostro export). Anche per questo il 2023 è stato certamente caratterizzato da un lungo dibattito sul settore, al centro del quale CleanBnB ha avuto un ruolo propositivo centrale, portando al legislatore un messaggio-chiave: i gestori professionali (property manager) sono i migliori alleati delle istituzioni, perché garantiscono il rispetto delle regole e hanno un ruolo attivo nella riscossione delle imposte (fungendo da sostituto d’imposta sulla cosiddetta “cedolare secca”, e gestendo l’imposta di soggiorno per conto dei comuni). Abbiamo dimostrato come il settore sia in grado di crescere in modo stabile e sostenibile, se incoraggiato da un quadro normativo chiaro e non inutilmente repressivo.

Decreto anticipi e legge di bilancio 2024

Ecco quindi che la conversione del decreto anticipi e la legge di bilancio 2024, entrambe approvate a dicembre, non hanno affatto rivoluzionato il settore. Esse riguardano soprattutto regole già esistenti, che sono state estese su tutto il territorio nazionale (come l’obbligo di dotarsi di un codice identificativo, il CIN). Oppure che sono state semplicemente meglio precisate, come la ritenuta d’acconto sui redditi da affitto breve. Affidarsi a un gestore come CleanBnB, quindi, che ben conosce e sa applicare la normativa, è oggi più che mai una scelta oggi più che mai preferibile e “sicura” sotto molto punti di vista.

Un 2023 in crescita

Il 2023 è stato anche l’anno che ha dimostrato come il nostro settore sappia crescere in modo graduale e sostenibile, nel pieno rispetto delle regole. È chiaro come gli affitti brevi siano una risorsa indispensabile per centinaia di migliaia di famiglie in Italia, e non siano affatto dominati da “big players” anche a causa della grande frammentazione del mercato. È evidente come gli affitti brevi siano alla base della ripopolazione e riqualificazione dei centri storici delle grandi città, intervenendo su immobili altrimenti sfitti e abbandonati. È pure chiaro come siano una risorsa essenziale per i piccoli borghi, che soffrono la carenza di ricettività tradizionale e che solo con gli affitti brevi possono sviluppare un vero settore turistico, con tutto il relativo indotto. Di questo la più recente normativa ha saputo tener conto, evitando interventi inutilmente repressivi in un settore già ben regolato.

Cosa manca alla normativa?

Alla normativa manca un passaggio chiave, ovvero il riconoscimento formale della figura professionale del property manager, ancor più necessaria in un momento di progressiva professionalizzazione del settore dettata dalla normativa e dalla spinta del mercato. CleanBnB non si fa certo trovare impreparata. Nel corso del 2023 oltre duemila proprietari e più di duecentocinquantamila ospiti si sono affidati a CleanBnB: un rapporto di fiducia consolidato nel tempo che conferma la nostra posizione di leadership nel mercato degli affitti brevi, grazie alla gestione innovativa ed efficiente del nostro pacchetto FULL. Un servizio completo, che permette al proprietario di mettere a reddito il proprio immobile in assoluta serenità e senza doversi occupare di alcuna attività operativa, e che ci ha portato ad essere il più grande gestore italiano con il maggior numero di unità immobiliari in gestione diretta ed esclusiva.

I numeri di CleanBnB

Il 2023 è stato un altro anno record per CleanBnB: con oltre 2.400 immobili in gestione diretta ed esclusiva, e più di 40 milioni di euro di incassi, la società̀ si è confermata come il principale property manager italiano nel settore degli affitti brevi. La nostra performance in termini di aumento del numero di soggiorni è stata più che doppia anche rispetto alla media europea del mercato degli affitti brevi, che ha fatto registrare un anno eccezionale con 237 milioni di notti (+18,80% rispetto al 2022, dati Sole24Ore), di cui un terzo in Italia”.

I dati sono particolarmente significativi se consideriamo la performance 2023 è stata, in termini di soggiorni e di giro d’affari, superiore del 50% rispetto al 2022, anno nel quale la pandemia non aveva avuto un impatto significativo sul nostro settore. La crescita di CleanBnB è stata sicuramente legata alla crescita del portafoglio gestito, con oltre 800 nuove proprietà su più di 70 località in Italia, e in continua espansione. Un ruolo chiave è stato però giocato dal notevole incremento di servizio: immobili sempre più accoglienti e gestione sempre più accurata, sono i fattori determinanti che hanno permesso a CleanBnB di mantenersi all’altezza delle esigenze degli ospiti, in continua evoluzione e sempre più alla ricerca di esperienze impeccabili nel corso dei loro viaggi. Questo è il motore della nostra crescita, e alla base della nostra reputazione fin dal momento della quotazione in Borsa di CleanBnB nel luglio 2019.