A Napoli gli affitti brevi si preparano a fare i conti con una nuova stretta. La quota di superficie di un edificio destinabile alle locazioni turistiche non potrà superare il 30%, ma la nuova soglia non sarà applicata nell’immediato. Per rendere effettiva la misura servirà infatti un regolamento comunale, che l’amministrazione punta a portare in Giunta a ottobre. L’entrata in vigore è prevista quindi a partire da dicembre. Il rinvio dell’applicazione del tetto potrebbe però creare un effetto inatteso: prima che il nuovo meccanismo diventi operativo, potrebbe aumentare il numero di richieste per avviare nuove attività di affitto breve.
Affitti brevi, come cambia la normativa a Napoli
La stretta sugli affitti brevi – si legge su Il Sole 24 Ore – rientra nella variante urbanistica approvata dal Comune di Napoli e interviene sulle modalità con cui gli immobili possono essere destinati alle locazioni turistiche. La nuova disciplina introduce innanzitutto la necessità di procedere con un cambio di destinazione d’uso, riconducendo gli immobili interessati alla categoria A/2, relativa alle abitazioni utilizzate per finalità turistiche.
A questa modifica si aggiunge il vero e proprio limite quantitativo: all’interno dello stesso edificio, la superficie complessivamente destinata agli affitti brevi non potrà oltrepassare il 30%. Le due disposizioni, tuttavia, seguono tempistiche differenti. Il cambio di destinazione d’uso è già operativo, mentre per applicare concretamente il limite sulla superficie bisognerà attendere il regolamento attuativo.
Una piattaforma digitale per controllare il limite
Il nuovo sistema – riporta Il Sole 24 Ore – sarà accompagnato da una piattaforma digitale attraverso la quale sarà possibile verificare preventivamente la disponibilità di superficie destinabile alle locazioni brevi.
Il funzionamento sarà collegato alle procedure amministrative per il cambio di destinazione d’uso. Quando il proprietario presenterà la Scia allo Sportello unico per l’edilizia, la pratica sarà collegata al Suap, permettendo di controllare se nell’edificio esiste ancora spazio disponibile rispetto alla soglia del 30%.
Una volta trascorsi 30 giorni, periodo durante il quale l’amministrazione può intervenire sulla Scia, il cambio di destinazione d’uso diventerà definitivo e la relativa superficie verrà considerata impegnata ai fini del limite.
Il Comune punta sulla trasparenza
La piattaforma è ancora in fase di completamento. Secondo quanto spiegato dalla vicesindaca e assessora all’Urbanistica Laura Lieto, il sistema dovrebbe essere adottato attraverso un disciplinare approvato dalla Giunta comunale. L’obiettivo è concentrare sulla piattaforma le procedure necessarie per chiedere il cambio di destinazione d’uso, sia verticale sia orizzontale, ma anche permettere a cittadini e operatori di conoscere in anticipo la capienza disponibile nel singolo edificio.
Il sistema dovrebbe inoltre fornire indicazioni sulle situazioni in cui la soglia del 30% risulta già raggiunta e consentire di verificare preventivamente la possibilità di procedere con una nuova richiesta. Per il Comune, la piattaforma avrà anche una funzione di trasparenza amministrativa, attraverso la pubblicazione e la consultazione delle informazioni relative alla disponibilità di superficie per gli affitti brevi.
La partita si gioca prima di dicembre
Il passaggio decisivo sarà quindi il regolamento attuativo. Fino alla sua approvazione, il limite del 30% non sarà ancora concretamente applicabile, mentre il Comune lavora per completare gli strumenti digitali necessari a gestire le richieste.
La finestra che si apre fino a dicembre rappresenta dunque una fase delicata per il mercato degli affitti brevi a Napoli: l’introduzione della nuova soglia potrebbe spingere alcuni proprietari ad accelerare le pratiche prima che il tetto diventi operativo.
















