Gli affitti brevi restano al centro dell’attenzione dell’Amministrazione finanziaria. L’incrocio sempre più sofisticato dei dati fiscali e delle informazioni trasmesse dalle piattaforme digitali sta ampliando il raggio dei controlli, mentre l’entrata in vigore delle nuove regole europee promette di rafforzare ulteriormente gli strumenti a disposizione del Fisco. Sullo sfondo resta un mercato in forte espansione, ma sempre più osservato anche per i suoi effetti sul sistema abitativo.

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Oltre 32 mila posizioni segnalate

Secondo la Relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2025 della Corte dei Conti, una delle attività di controllo condotte nel corso dello scorso anno ha portato alla segnalazione di 32.208 posizioni riconducibili a titolari di affitti brevi. Nello stesso periodo, l’Agenzia delle Entrate ha avviato 2.216 accertamenti, mentre sono stati registrati anche 377 ravvedimenti operosi. La Corte riferisce inoltre che gli importi contestati sono stati versati direttamente da una primaria piattaforma online specializzata nelle prenotazioni immobiliari.

Più dati, verifiche più mirate

L’attività di controllo si basa su un numero crescente di informazioni incrociate. Oltre alle dichiarazioni dei redditi, il Fisco verifica il rispetto degli obblighi amministrativi, tra cui la comunicazione degli ospiti alle autorità di pubblica sicurezza, l’esposizione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) e il versamento dell’imposta di soggiorno nei Comuni che la prevedono. Eventuali incongruenze tra i dati comunicati dalle piattaforme e quelli dichiarati dal contribuente possono rappresentare un indicatore di rischio e far scattare verifiche più approfondite.

L’Europa rafforza la tracciabilità

Un ulteriore passo avanti arriverà dal nuovo Regolamento europeo sugli affitti di breve durata, entrato in vigore il 20 maggio. Le piattaforme saranno chiamate a trasmettere alle autorità informazioni dettagliate su ogni immobile pubblicizzato, comprese registrazione, indirizzo e dati identificativi dell’annuncio. Le informazioni confluiranno nella banca dati nazionale del Ministero del Turismo, consentendo controlli ancora più puntuali e una maggiore trasparenzadel mercato.

Un mercato che pesa anche sull’emergenza casa

Il rafforzamento dei controlli risponde anche a un fenomeno che va oltre il solo recupero dell’evasione fiscale. La crescita degli affitti turistici viene infatti indicata tra i fattori che hanno contribuito alla riduzione dell’offerta di abitazioni destinate alle locazioni tradizionali. Secondo un’analisi di Ifel, tra il 2018 e il 2024 i canoni di locazione sono aumentati in media del 22,6%, con incrementi ancora più marcati nelle grandi città come Milano e Roma, dove il costo dell’affitto può assorbire oltre il 40% del reddito netto di molte famiglie.