Ardian e Finint Infrastrutture hanno completato l’acquisizione della holding che controlla Save, portando a termine un’operazione valutata intorno a 1,2 miliardi di euro. Un deal che ridisegna la mappa proprietaria degli aeroporti del Nord-Est e consolida il ruolo dell’Italia nel radar dei grandi investitori infrastrutturali europei.

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Nel corso della presentazione alla stampa, il tono è stato quello di chi vuole marcare continuità e al tempo stesso aprire un nuovo capitolo. Il sistema aeroportuale veneto – con Venezia, Verona e Treviso, oltre alla partecipazione nello scalo belga di Charleroi – viene descritto come una piattaforma già solida, con fondamenta robuste e margini di espansione ancora significativi. I numeri raccontano una storia di ripresa e crescita: nel 2025 il gruppo ha superato i 30 milioni di passeggeri complessivi, con il polo veneto vicino ai 19 milioni e Charleroi sopra quota 11 milioni. Una traiettoria che conferma la centralità dell’area, sia per il traffico turistico sia per quello business.

La nuova compagine azionaria ha voluto subito chiarire che non si tratta di una rivoluzione, ma di un’accelerazione. Enrico Marchi resta alla presidenza, a presidiare la visione strategica, mentre Monica Scarpa assume la responsabilità esecutiva come amministratore delegato. La scelta di mantenere una governance radicata sul territorio è stata presentata come un elemento di stabilità per stakeholder, istituzioni e comunità locali. In altre parole: cambiano i soci di riferimento, non la traiettoria industriale.

L’operazione era nell’aria da mesi, ma il closing segna l’avvio concreto di una fase nuova. Ardian, tra i maggiori player globali nel private equity infrastrutturale, rafforza così la propria presenza in Italia, mentre Finint consolida il suo posizionamento nel settore delle infrastrutture strategiche.

Durante l’incontro con i giornalisti, è emersa la volontà di puntare su investimenti mirati, efficienza operativa e sostenibilità. Il traffico è tornato ai livelli pre-pandemia e in alcuni casi li ha superati, ma la sfida ora si gioca sulla qualità dei servizi, sull’integrazione intermodale e sulla capacità di attrarre nuove rotte, in un contesto competitivo europeo sempre più selettivo. L’idea è trasformare il sistema aeroportuale in un vero hub del Nord-Est, capace di sostenere il tessuto imprenditoriale e l’export di un’area che vale una quota rilevante del Pil nazionale.

Dal punto di vista finanziario, l’operazione riflette l’interesse crescente degli investitori per asset infrastrutturali regolati e con flussi di cassa prevedibili. Gli aeroporti, in particolare, sono tornati al centro delle strategie di lungo periodo: generano ricavi diversificati, hanno barriere all’ingresso elevate e beneficiano della ripresa dei flussi internazionali. Per Ardian e Finint, il polo veneto rappresenta un tassello coerente in una strategia che guarda a piattaforme integrate e scalabili.

C’è poi un elemento territoriale che non passa inosservato. Il Nord-Est è una delle aree più dinamiche d’Europa per manifattura, logistica e turismo. Avere un sistema aeroportuale efficiente non è solo una questione di collegamenti, ma di competitività complessiva. Nelle parole dei protagonisti, l’obiettivo è sostenere la crescita delle imprese locali e intercettare nuovi flussi, consolidando il ruolo di Venezia come porta d’ingresso internazionale e rafforzando la complementarità con Verona e Treviso.