PAOLO GIANTURCO FSI CONSULTING DELOITTE CONSULTING

Un viaggio in Perù, la scoperta delle Linee di Nazca e poi la tragedia. Sull’aereo turistico precipitato nel sud del Paese viaggiavano due famiglie lombarde, legate da un rapporto di amicizia e provenienti da Monza e Seregno. Tra le sette vittime italiane figurano Paolo Gianturco, la moglie Cristina Maria Bianco, i figli Matteo e Pietro, oltre a Massimo Angelucci, Elena Sala e il loro figlio Lorenzo.

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Le due famiglie brianzole

La famiglia Gianturco viveva a Monza: Paolo, 59 anni, era in viaggio con la moglie Cristina Maria Bianco, 57 anni, imprenditrice nel settore della selezione del personale, e con i figli Matteo, 24 anni, e Pietro, 18. Con loro c’erano gli amici di Seregno: Massimo Angelucci ed Elena Sala, entrambi di 58 anni, e il figlio Lorenzo Angelucci, 24 anni.

Il dolore per Paolo Gianturco

Partner di Deloitte, Gianturco aveva maturato circa trent’anni di esperienza nella consulenza direzionale e strategica per le istituzioni finanziarie. Aveva ricoperto, tra gli altri, il ruolo di Financial Services Industry e FS Tech Leader di Deloitte Central Mediterranean. Fabio Pompei, amministratore delegato della società, lo ha ricordato come un grande innovatore, capace di accompagnare e ispirare anche i colleghi più giovani.

L’emergenza e le possibili cause

Le cause dello schianto non sono ancora accertate. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità peruviane, l’equipaggio avrebbe segnalato un’emergenza alla torre di controllo di Nazca intorno alle 13, prima della perdita dei contatti radio; tra le ipotesi al vaglio ci sono le condizioni meteorologiche avverse, poiché nella zona erano state registrate forti raffiche di vento, superiori nei giorni precedenti ai 40 chilometri orari. Un filmato diffuso sui social mostrerebbe inoltre il velivolo perdere alcuni pezzi prima di precipitare, ma spetterà all’inchiesta stabilire la dinamica e le responsabilità.

Il ricordo di colleghi e amici

Alessandro Mercuri, amministratore delegato di Deloitte Consulting, ha descritto Gianturco come un pioniere dell’innovazione applicata ai servizi finanziari, apprezzato dai clienti e considerato un punto di riferimento da decine di giovani. Nel suo ricordo ha citato anche Cristina Maria Bianco, donna brillante e dall’umorismo contagioso, sottolineando l’accoglienza che l’intera famiglia sapeva offrire alle persone incontrate nel proprio cammino.

Seregno piange gli Angelucci

Massimo Angelucci era un imprenditore conosciuto nel territorio brianzolo e titolare della Icma Tecno, azienda di componenti meccaniche con sede a Lissone. Nella gestione dell’impresa era affiancato dalla moglie Elena Sala, mentre il figlio Lorenzo aveva da poco concluso il proprio percorso di studi al Politecnico di Milano. Le amministrazioni di Seregno, Lissone e Monza hanno espresso vicinanza ai familiari delle vittime e alle comunità colpite.