L’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha presentato le linee di indirizzo della propria azione antifrode per il 2026, un documento costruito dalla Direzione Antifrode e pensato per dare un perimetro più chiaro e operativo alle attività di controllo nei comparti presidiati dall’Agenzia. La cornice, spiega l’ADM, è quella della Rete nazionale antifrode, nata a novembre dello scorso anno con l’intento di rendere l’azione più capillare e soprattutto più coordinata su scala nazionale: non solo interventi puntuali, dunque, ma un impianto che punta a “fare sistema” per rendere più incisivo il contrasto agli illeciti e ridurre gli spazi di manovra per chi tenta di aggirare regole e controlli.
Equità e presidio dell’economia legale
Nella nota con cui accompagna la presentazione, l’Agenzia lega l’antifrode a tre obiettivi che hanno un peso che va oltre la dimensione tecnica. Da un lato c’è la tutela della concorrenza, con l’idea di garantire condizioni di equità tra operatori e ridurre i vantaggi competitivi di chi opera nell’illegalità. Dall’altro c’è il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nei circuiti economici legali, un tema che richiama il rischio di contaminazione delle filiere e dei mercati, con effetti su imprese, consumatori e gettito. Infine, l’ADM richiama esplicitamente la fiducia nelle istituzioni come “presupposto indispensabile” di ogni ordinamento democratico: una formula che, in sostanza, mette l’azione antifrode dentro una narrativa di credibilità dello Stato e di presidio delle regole, oltre che di mera repressione.
Più coordinamento investigativo
Il documento, nelle intenzioni, punta a rafforzare l’architettura della cooperazione: l’ADM parla di una “sinergica interlocuzione” più intensa con le autorità giudiziarie nazionali e sovranazionali e con le forze di polizia deputate al contrasto dei reati finanziari legati ai settori di competenza dell’Agenzia. Il direttore Roberto Alesse colloca qui la parte più operativa della strategia: le attività saranno orientate al contrasto delle violazioni negli ambiti delle accise su energie, alcoli e tabacchi, oltre che nelle dogane e nel comparto dei giochi. Tradotto: l’azione antifrode 2026 si propone di presidiare sia i flussi fisici (import/export, controlli doganali) sia quelli economico-fiscali, dove le frodi possono tradursi in evasione, distorsioni di mercato e rischi di riciclaggio.
Intelligenza artificiale e “frontiera” e-commerce
Il passaggio che segna la direzione futura è il focus dichiarato sulle nuove tecnologie e sull’intelligenza artificiale. Alesse sottolinea la prosecuzione delle attività di approfondimento dell’Agenzia sul ruolo dell’IA nel contrasto alle condotte illecite, evidenziando come negli ultimi anni sia diventata sempre più centrale “in ambito doganale”, soprattutto nel settore dell’e-commerce. È qui che l’ADM vede un vantaggio concreto: la possibilità di individuare schemi fraudolenti e anomalie grazie a tecniche di apprendimento automatico, cioè strumenti capaci di leggere grandi volumi di dati e intercettare pattern sospetti che, con metodi tradizionali, rischiano di emergere troppo tardi. Il messaggio è netto: in un mercato digitale veloce e frammentato, la capacità di analisi avanzata diventa un moltiplicatore di efficacia, a patto che resti agganciata al lavoro investigativo e al coordinamento tra amministrazioni.
















