Adesso attori e doppiatori italiani (e non) si accorgono che la Rete è una specie di mostro insaziabile che sta divorando tutto il business della creatività, lasciandone briciole? Era ora che se ne rendessero conto. Ma adesso si metta in fila e facciano la fame come gli altri.

La levata di scudi di “Artisti 7607 “ – società cooperativa che tutela e gestisce i diritti connessi di migliaia di attori e doppiatori in Italia e nel mondo – contro Netflix fa pensare, per restare in materia creativa, alle lacrime di Peter Pan quando trova chiusa la finestra della stanza della mamma. Quando vent’anni fa la lebbra di Internet ha iniziato a corrodere la polpa della musica (ve lo ricordate Napster?) imponendo alle case discografiche di ribaltare il modello di business puntando sugli eventi live e spedendo sul palco vecchie popstar con l’artrosi a fingersi giovanotti, quando “Mized by Erri” – e tutti i contraffattori del mondo – da fenomeni di colore sono divnetati business su scala globale, gli attori e i registi se ne battevano altamente le scatole, perché da fessi pensavano che la fiction sarebbe rimasta immune dal contagio. Invece ci siamo.

Con l’intelligenza artificiale i doppiatori servono sempre meno, presto serviranno zero, come gli interpreti. E anche i creativi puri – autori, registi, attori – serviranno sempre meno: non perché i robot potranno soppiantarli in tutto ma lo faranno, e bene, per i prodotti di massa, seriali, copiati che già imperversano sulle piattaforme.

Ma scusate: senza la difesa sacra della scarsità, senza il rispetto della legge eterna per cui l’offerta non deve mai superare la domanda se si vuole proteggere il valore del bene offerto, è chiaro che questo valore si perde, svapora…E’ successo alla musica, che ha perso il 70% del business dei diritti in dieci anni; è successo alle news, ridotte a commodity da quattro soldi, che stanno morendo un po’ ovunque sui mercati mondiali. Diversamente sta succedendo anche alla fiction.

Protestino, protestino pure gli attori, gli stessi che giocavano a fare gli intellettuali superiori e immuni dal morbo, protetti dalla loro arte. Saranno pagati della stessa moneta.

Fin quando le categorie estinte non sapranno fare massa critica, coalizzarsi, e ottenere, tutte insieme, dalla politica – già: ma quale, quella ubriaca e corrotta degli Stati Uniti o quella imparlabile di Pechino? – delle leggi che taglino le unghie ai Grandi Copiatori della creatività elettronica… non potrà che andare di male in peggio. Spegnete la creatività ad una società, e ne spegnerete l’anima, la libertà e l’intelletto. E’ quel che sta succedendo.