Milano – Trattare gli “adeguati assetti” organizzativi, amministrativi e contabili come un semplice adempimento di legge significa perderne il valore strategico. Per le piccole e medie imprese possono invece diventare lo strumento che intercetta gli squilibri prima che degenerino e accompagna la crescita. Attorno a questa lettura ruota il convegno che il 22 settembre riunisce a Napoli – nella sala conferenze dell’Unione Industriali Napoli – commercialisti, imprese e istituzioni, promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli con la Camera di Commercio di Napoli e l’Unione Industriali.
“Adeguati assetti”, da obbligo a leva gestionale
Introdotti dalla riforma del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, gli assetti adeguati impongono all’impresa di dotarsi di sistemi di controllo proporzionati alla propria dimensione, capaci di rilevare per tempo i segnali di difficoltà. La norma sposta l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione, chiamando in causa la responsabilità di amministratori, sindaci e revisori nella tenuta dei conti.
In questo quadro il ruolo del professionista diventa centrale. “Il commercialista, grazie alle sue competenze, svolge un ruolo decisivo nell’aiutare soprattutto le PMI a costruire sistemi di controllo efficaci e proporzionati alle loro dimensioni”, spiega Matteo De Lise, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Napoli, per il quale gli assetti sono “uno strumento essenziale per prevenire le crisi, migliorare la gestione e accompagnare la crescita”.
Prevenzione e tutela del tessuto produttivo
Il convegno farà il punto sulle responsabilità e sui rischi sanzionatori a carico di amministratori, sindaci, revisori e professionisti, mettendo in luce anche i vantaggi competitivi di una corretta applicazione degli assetti. Un tema che intreccia adempimento normativo e opportunità gestionale, troppo spesso percepiti come alternativi anziché complementari.
Sul versante istituzionale, l’obiettivo dichiarato è diffondere una cultura della prevenzione presso il tessuto produttivo del territorio. “Gli adeguati assetti permettono di intercettare tempestivamente gli squilibri e di adottare le misure necessarie prima che le difficoltà diventino irreversibili”, sottolinea Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli, che invoca un sostegno mirato alle imprese di minori dimensioni nel percorso di modernizzazione.
Finanza sostenibile e responsabilità d’impresa
Il confronto si allarga al rapporto tra imprese e banche per una finanza sostenibile e alla rendicontazione di sostenibilità, con i contributi degli atenei Vanvitelli e Federico II di Napoli, fino ai modelli organizzativi previsti dal decreto legislativo 231/2001. Segno che gli assetti adeguati si intrecciano ormai con controllo di gestione, accesso al credito e responsabilità d’impresa, ben oltre il perimetro contabile.
La sfida, per un tessuto produttivo fatto in larga parte di PMI, è trasformare un obbligo introdotto dall’alto in prassi ordinaria di gestione. Dalla capacità di leggere per tempo i propri conti dipende non solo la tenuta nei momenti critici, ma la possibilità stessa di programmare investimenti e competere su mercati sempre più esposti e selettivi.
I lavori saranno introdotti da Vittorio Genna, Presidente Unione Industriali Napoli, Vincenzo Moretta, vicepresidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e da Michele Saggese, consigliere delegato dell’Odcec di Napoli.
Seguiranno gli interventi tecnici, moderati da Pierluigi Di Micco (vicepresidente della Commissione Strategie e Controllo), dedicati alle diverse implicazioni degli AOAC: Ciro Esposito, presidente della Commissione Crisi d’impresa dell’Odcec Napoli, approfondirà le responsabilità del commercialista nei ruoli di amministratore, sindaco e revisore; Francesco Orefice, presidente della Commissione Strategie e Controllo, si soffermerà sulla continuità aziendale e sui criteri di adeguatezza degli assetti, mentre la vicepresidente dell’Ordine Immacolata Vasaturo analizzerà il loro ruolo nell’accesso agli strumenti di composizione della crisi.
Il confronto riguarderà anche il rapporto tra imprese e banche per una finanza sostenibile, con Francesco Gangi (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”); la rendicontazione di sostenibilità, con Simona Catuogno e Roberto Maglio (Università Federico II di Napoli) sulla valutazione degli assetti nei trasferimenti d’azienda.
Il rapporto con i modelli organizzativi previsti dal decreto legislativo 231/2001 sarà illustrato da Luigi Maria Rocca, presidente della Commissione 231/01 dell’Odcec partenopeo. Le conclusioni saranno affidate a Liliana Speranza, consigliera delegata dell’Odcec di Napoli
















