adeguamento pensioni

Il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti e la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone, hanno firmato il decreto che dispone a partire dal 1° gennaio 2024 un adeguamento all’inflazione pari a +5,4% delle pensioni. L’aumento, che verrà riconosciuto nelle modalità previste dalla normativa, è stato calcolato sulla base della variazione percentuale che si è verificata negli indici dei prezzi al consumo forniti dall’Istat il 7 novembre 2023.

Nel frattempo sulle pensioni il governo continua il proprio tira e molla con i sindacati, che sono stati convocati nei prossimi giorni. «Intanto aspettiamo di vedere cosa ha da dirci il governo che ci ha convocato. – dice il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra – Noi pensiamo che dalle luci e dalle misure positive che questa manovra contiene bisogna eliminare alcune ombre. Per esempio sulle pensioni. L’articolo 33, che restringe aliquote e rendimenti dei futuri trattamenti pensionistici di medici, infermieri, personale degli enti locali, maestri d’asilo, ufficiali giudiziari va ritirato».

L’adeguamento delle pensioni non placa le polemiche

Ma il tema centrale del dibattito con i sindacati sono le pensioni dei dipendenti pubblici, delle quali si è discusso a proposito della manovra. «In queste ore c’è grande ore nei luoghi di lavoro, c’è un fuggi fuggi di tanti medici, infermieri, lavoratori pubblici degli enti locali – prosegue Sbarra. – Questa preoccupazione va eliminata. In Italia mancano 70mila infermieri, 30mila medici. Come si può assicurare il giusto diritto alla salute, le prestazioni sanitarie, come si possono abbattere le liste d’attesa nella sanità se continua questa emorragia di medici e infermieri» conclude Sbarra.

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