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INPS, FILIALE METROPOLITANA DI MILANO CENTRO ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE

L’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) cambia pelle. Non nel calcolo, non nei parametri che misurano la situazione economica delle famiglie, ma nel modo in cui circola tra cittadini e pubblica amministrazione. Con il decreto Pnrr approvato dal Consiglio dei ministri, l’acquisizione dell’indicatore da parte di scuole, università, Comuni e altri enti che erogano prestazioni sociali agevolate diventa automatica. Una parola che promette semplificazione, ma che porta con sé anche un rafforzamento dei controlli.

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L’idea di fondo è semplice: non sarà più il cittadino a dover presentare ogni volta l’attestazione Isee, né in formato cartaceo né digitale. Sarà l’amministrazione interessata a reperire direttamente le informazioni necessarie interrogando le banche dati dell’Inps attraverso la Piattaforma digitale nazionale dati. Un passaggio che, nelle intenzioni del legislatore, riduce i tempi, elimina duplicazioni e rende più fluido il rapporto tra utente e sportello pubblico.

Dietro la parola “automatico” c’è però un sistema di interoperabilità che punta anche a rendere più stringenti le verifiche. La relazione illustrativa del decreto parla esplicitamente di controlli più efficaci e cogenti. Tradotto: meno margini per errori, omissioni o comportamenti opportunistici. L’incrocio diretto dei dati dovrebbe consentire alle amministrazioni di avere un quadro più immediato e coerente della situazione economica dichiarata.

Per i cittadini il cambiamento è concreto. Fino a oggi, in molti casi, anche dopo aver presentato la Dichiarazione sostitutiva unica, era necessario tornare al Caf per richiedere una nuova attestazione Isee da consegnare in originale all’ente che la richiedeva. Un doppio passaggio che allungava i tempi e moltiplicava la burocrazia. Con il nuovo meccanismo, questo step viene meno: l’ente accede direttamente alle informazioni disponibili sulla piattaforma.

Attenzione però a non confondere semplificazione con automatismo totale. La Dsu resta il punto di partenza imprescindibile. Senza la dichiarazione, l’Inps non dispone dei dati aggiornati e l’amministrazione non potrà recuperare alcuna informazione. Chi omette la presentazione rischia semplicemente di perdere la prestazione. Inoltre, eventuali variazioni nella composizione del nucleo familiare o nella giacenza media dei conti devono essere comunicate attraverso la Dsu, altrimenti il sistema continuerà a fotografare una situazione non aggiornata.

Dal punto di vista organizzativo, il nuovo assetto implica un salto di qualità per le amministrazioni pubbliche, chiamate a integrarsi pienamente con la Piattaforma digitale nazionale dati. È un passaggio coerente con gli obiettivi del Pnrr: digitalizzazione dei processi, riduzione degli oneri amministrativi, maggiore tracciabilità. Ma è anche un banco di prova sulla capacità delle strutture pubbliche di dialogare in modo efficiente con le banche dati centrali.

Per professionisti, consulenti e operatori dei Caf si apre una fase di adattamento. Il loro ruolo non scompare, ma si concentra maggiormente sulla corretta compilazione della Dsu e sull’assistenza nella gestione delle situazioni più complesse. La semplificazione amministrativa, in questo caso, non elimina la necessità di competenze, anzi la rende più cruciale per evitare errori che, in un sistema più integrato, possono emergere con maggiore facilità.