Acqua all'esame del Parlamento:la maggioranza vota bollicine

Si è chiesto conto di tante cose ai politici, e spesso li si accusa di essere i primi responsabili di molti dei problemi che attanagliano il nostro paese. Ma mai nessuno li aveva interrogati per conoscere le loro preferenze in materia di acqua. SodaStream, leader mondiale nella produzione e distribuzione di sistemi di gasatura domestica, lo ha fatto, e i risultati sono molto curiosi e, per certi versi, perfino sorprendenti. In primo luogo, i 50 parlamentari oggetto dell’indagine hanno risposto di preferire (nel 48,8% dei casi) l’acqua frizzante a quella naturale (44,2%), mentre il 7% del campione non ha preferenze in materia. A stupire di più è però la percezione che i 50 intervistati hanno dell’acqua domestica: il 44% la ritiene buona e controllata, ma solo il 16,3% di questi la beve. Il 25,6% la considera “affidabile” ma non buona di sapore, il 16,3% la reputa cattiva e per di più inaffidabile mentre poco meno del 14% non si esprime perché dichiara di prediligere esclusivamente l’acqua frizzante.

Ma L’83% degli intervistati s’è detto pronto ad adottare gli impianti idrici domestici per diminuire l’utilizzo delle bottiglie di plastica

Rimanendo nell’ambito domestico, SodaStream ha chiesto ai parlamentari se fossero a conoscenza dell’esistenza di sistemi filtraggio, raffrescamento e gasatura dell’acqua del rubinetto. Poco più del 90% del campione ha risposto in maniera affermativa, ma solo il 30% li ha mai provati e solamente l’11,6% li ha installati a casa propria. Quanta parte del campione userebbe a casa propria sistemi per rendere frizzante l’acqua del rubinetto? Il 41%, ma non si sa se il restante 59% abbia risposto in maniera negativa perché non si fida dell’acqua del rubinetto o perché ha una marca di acqua frizzante preferita da cui non riesce a staccarsi. Eppure, i sistemi di gasatura e raffrescamento dell’acqua producono un significativo contributo per la riduzione dell’inquinamento: la produzione, il trasporto e lo smaltimento di bottiglie di plastica, infatti, contribuiscono ogni anno in Italia alla produzione di anidride carbonica, tra i gas responsabili dell’innalzamento delle temperature. Nello specifico, soltanto con l’imbottigliamento si producono 721.780 tonnellate di Co2, senza contare le migliaia di tonnellate di PET da smaltire ogni anno. Se poi aggiungiamo che la quasi totalità del trasporto di bottiglie avviene su gomma, si capisce rapidamente come l’abbandono del consumo di acqua “commerciale” potrebbe avere un importante impatto sul nostro ecosistema.

Per questo, quando l’83% del campione di politici dichiara di essere pronto ad adottare soluzioni per gli impianti idrici domestici per diminuire l’utilizzo delle bottiglie di plastica, non ci si può esimere dal far loro un applauso.