L’accordo sul gasolio tra Trump e Putin diventa il nuovo banco di prova per i prezzi dell’energia. Washington ha temporaneamente allentato le sanzioni sul combustibile russo per favorire maggiori forniture, mentre il petrolio arretra nelle contrattazioni del 12 ottobre. Il punto resta quanto diesel arriverà effettivamente sul mercato e con quali tempi: gli annunci delineano volumi aggiuntivi, ma una parte delle consegne dipende dalle condizioni delle raffinerie.

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Il patto: gasolio russo in cambio dell’allentamento delle sanzioni

Secondo quanto annunciato dal presidente americano, Mosca dovrebbe fornire subito oltre 300 mila tonnellate di gasolio, altre 500 mila a novembre e un milione successivamente. Il programma comprende ulteriori tre milioni di tonnellate, subordinati alla capacità degli impianti russi. Il totale prospettato supera così 4,8 milioni di tonnellate, ma non tutte le forniture hanno una scadenza precisa.

La reazione del 12 ottobre: petrolio in ribasso

All’accordo sul diesel si è aggiunto domenica l’annuncio di Trump di una tregua energetica tra Russia e Ucraina. Nella rilevazione dell’Economic Times del 12 ottobre, il Brent scende dell’1,36% a 103,35 dollari al barile e il Wti dell’1,60% a 90,42 dollari. Le aspettative di maggiori forniture russe favoriscono il ribasso, mentre le tensioni mediorientali continuano a sostenere il greggio sopra i 100 dollari.

Perché le consegne potrebbero incidere poco sui prezzi

Gli esperti interpellati da Associated Press ritengono che il patto possa avere un effetto limitato sui prezzi, anche per le difficoltà della raffinazione mondiale. Una redistribuzione del gasolio russo tra diversi compratori non aumenterebbe necessariamente la disponibilità complessiva. Il beneficio per Mosca, invece, potrebbe derivare dalla possibilità di collocare le scorte e ampliare gli sbocchi commerciali grazie all’allentamento delle restrizioni americane.

Europa contraria, tregua ancora da chiarire

L’intesa americana non coincide con una svolta europea: Kaja Kallas ha ribadito che l’Ue non intende alleggerire la pressione sulla Russia. Resta inoltre distinta la questione della tregua annunciata da Trump: secondo Reuters, Mosca non aveva confermato l’accordo e Kiev attendeva i dettagli. Zelensky ha segnalato attacchi russi alle infrastrutture energetiche anche dopo l’annuncio, lasciando aperti interrogativi sull’applicazione dello stop.