Via libera ai Pir Alternativi

Tra le altre modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2022 alla disciplina dei PIR (Piani Individuali di Risparmio) è di particolare interesse la disposizione (all’art. 1, comma 27) che sopprime il divieto di detenere più di un PIR alternativo dal 1° gennaio 2022. Da tale data si è reso possibile a ogni persona fisica detenere – oltre a un PIR tradizionale – anche più di un PIR alternativo. I massimali rimangono invariati, pertanto l’investimento annuo nell’insieme dei PIR alternativi non dovrà eccedere 300.000 euro e l’investimento complessivo non dovrà superare 1.500.000 euro.

Anna Gervasoni e Innocenzo Cipolletta, DG e Presidente di AIFI

Meno rischio, più competizione, più raccolta

Aifi, l’Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt, aveva chiesto fin dall’introduzione dei PIR alternativi con il Dl Rilancio il superamento dell’unicità del PIR per concedere a ciascun investitore la possibilità di allocare il plafond disponibile anche in differenti PIR e non legarlo ad un solo prodotto per lungo tempo. Ciò consentirà di beneficiare del vantaggio della diversificazione che diminuisce la volatilità e il rischio. Dal punto di vista dell’offerta dei prodotti farà sì che la raccolta potenziale di una rete non sia convogliata verso un unico gestore, generando maggiore competizione. La legge di bilancio ha anche previsto (all’art. 1, comma 912) l’estensione del credito d’imposta per le minusvalenze realizzate ai piani costituiti dal 1° gennaio 2022 per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2022, con alcune revisioni dell’agevolazione rispetto al 2021. Da ultimo, la circolare dell’Agenzia delle Entrate 19/E del 29 dicembre 2021 ha fornito alcuni chiarimenti sul funzionamento dei PIR alternativi, anche in risposta alle richieste poste in sede di consultazione. Aifi le sta analizzando per approfondire insieme ai soci le potenzialità di sviluppo dei nuovi strumenti.