Taglio delle accise proroga

Dal 5 ottobre il prezzo dei carburanti entrerà in una nuova fase. Dopo gli interventi temporanei adottati nei mesi scorsi, il sostegno al costo di benzina e diesel passerà attraverso le accise mobili, un meccanismo che lega l’eventuale riduzione dell’imposta sul carburante alle maggiori entrate Iva generate dall’aumento dei prezzi.

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La novità cambia quindi il modo in cui lo Stato può intervenire contro i rincari alla pompa. Non sarà più soltanto una riduzione dell’accisa decisa a monte e finanziata con risorse pubbliche: l’eventuale sconto sarà collegato al gettito fiscale aggiuntivo prodotto dal caro-carburanti.

Accise mobili, il meccanismo legato all’Iva

Il funzionamento – si legge su Il Messaggero – parte dalla diversa struttura delle due imposte che incidono sul prezzo dei carburanti. L’accisa viene applicata in misura fissa su ogni litro di benzina o gasolio. L’Iva, invece, è calcolata in percentuale sul prezzo e quindi cresce quando aumenta il valore del carburante acquistato.

Questo significa che un incremento del prezzo del petrolio può tradursi anche in maggiori entrate Iva per l’Erario. Le accise mobili utilizzano proprio questa dinamica: una parte dell’extragettito può essere destinata alla riduzione dell’accisa, attenuando l’impatto del rincaro sul prezzo finale.

Carburanti, cosa succede al diesel

Il passaggio alle accise mobili sarà preceduto da una progressiva riduzione dello sconto attualmente applicato sul gasolio. Tra il 18 e il 25 settembre 2026 il taglio complessivo previsto sul diesel sarà pari a 12,2 centesimi al litro, Iva compresa. Dal 26 settembre al 5 ottobre lo sconto scenderà invece a 6,1 centesimi al litro.

Nello stesso periodo l’aliquota applicata al gasolio sarà pari a 622,90 euro per mille litri, rispetto all’accisa ordinaria di 672,90 euro per mille litri. Dal 5 ottobre entrerà quindi in funzione il nuovo sistema delle accise mobili. Non si tratterà, però, della semplice prosecuzione dello sconto già in vigore: l’ammontare della riduzione dipenderà dalle condizioni previste dal meccanismo.

Quanto si può risparmiare con le accise mobili

Per gli automobilisti il punto centrale sarà naturalmente l’effetto sul prezzo alla pompa. Al momento non è possibile stabilire in anticipo quanti centesimi al litro potrà valere l’intervento dal 5 ottobre.

Per capire l’impatto economico di eventuali riduzioni, si possono però considerare alcuni esempi. Con un taglio di 2 centesimi al litro, il risparmio sarebbe di 80 centesimi su un rifornimento da 40 litri e di 1 euro su uno da 50 litri. Con una riduzione di 5 centesimi, il beneficio salirebbe rispettivamente a 2 e 2,50 euro. Un eventuale taglio di 10 centesimi al litro porterebbe invece il risparmio a 4 euro per un pieno da 40 litri e a 5 euro per uno da 50 litri.

Cosa cambia per automobilisti e consumatori

La differenza rispetto agli interventi temporanei adottati finora – riporta Il Messaggero – riguarda soprattutto la modalità di determinazione del beneficio. Con una riduzione stabilita direttamente dal governo, lo sconto alla pompa viene definito attraverso un provvedimento specifico. Nel caso delle accise mobili, invece, l’intervento è collegato all’evoluzione del prezzo dei carburanti e alle conseguenti entrate Iva.

Il nuovo sistema introduce quindi un elemento variabile. Se i prezzi aumentano e il maggior gettito Iva cresce, le risorse potenzialmente disponibili per ridurre le accise possono aumentare. Al contrario, con prezzi più contenuti, anche il gettito aggiuntivo potrebbe ridursi. Per questo motivo il taglio di 6,1 centesimi al litro previsto fino al 5 ottobre non può essere considerato come il valore dello sconto destinato a rimanere in vigore successivamente.

L’obiettivo è attenuare i rincari

La logica economica del nuovo meccanismo è quindi quella di utilizzare una parte delle maggiori entrate fiscali generate dall’aumento dei prezzi dei carburanti per compensare, almeno parzialmente, lo stesso aumento.

Per gli automobilisti questo significa che il beneficio non sarà necessariamente costante nel tempo. L’effetto sulle spese per il rifornimento dipenderà dall’andamento del mercato petrolifero, dai prezzi dei carburanti e dal conseguente gettito Iva.

Il 5 ottobre segnerà così il passaggio da uno sconto temporaneo sulle accise a un sistema più dinamico, nel quale l’eventuale riduzione dell’imposta sarà legata all’andamento del mercato e delle entrate fiscali.