Accise benzina 2022 Italia

Come noto in Italia il prezzo del carburante per le auto risente dei mercati internazionali, ma è anche fortemente condizionato dalle accise. Si tratta di imposte sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo – divenute nel tempo strutturali – che rappresentano delle importanti fonti di entrata per le casse dello Stato (24 miliardi di euro nel 2021). Quali sono dunque le accise sulla benzina in Italia nel 2022 e qual è il loro totale?

Le accise benzina 2022 in Italia

In Italia le accise sui carburanti sono state introdotte negli anni ’30 del secolo scorso quando furono pensate come riparo economico per le improvvise emergenze dovute a disastri naturali ed eventi militari. Da allora non sono stata più eliminate, anzi sono andate sempre aumentando in numero, tanto che nel 2022 nel nostro paese se ne contano ben 19. La differenziazione, in realtà, non ho molto senso, visto che dal 1995 le accise sono state unificate in un’unica imposta indifferenziata che non fa rifermento alle motivazioni originale e che, come detto, nel 2013 è diventata strutturale, ovvero non legata ad eventi e circostanze.

Il caro benzina di questi giorni in Italia fa tornare al centro del dibattito le accise sulla benzina che, stando ai dati del Mise, influiscono per circa il 40% sul costo al distributore. Questa percentuale sale al 55% se si aggiunge anche l’Iva, con l’Italia che è al terzo posto in Europa, dopo Olanda e Regno Unito, per gravosità delle accise sulla benzina. Per rendere più chiaro quanto detto si riporta un breve esempio consultabile sul sito del Mise. In data 7 marzo 2022 il costo della benzina era a 1.953,14 euro ed era così scomponibile: 728,40 accisa, 352,21 Iva e 872,53 netto. Per il diesel il prezzo era di 1.829,33 euro di cui 617,40 accisa, 329,88 Iva e 882,05 nettoo.

Un ammontare delle accise pari dunque a 0,7284 euro/litro per la benzina e 0,6174 euro/litro per il diesel, con la tassa – oggi unica – che potrebbe essere così divisa nelle sue 19 componenti:

– Guerra d’Etiopia del 1935-1936: 1,90 lire (0,000981 euro);

– Crisi di Suez del 1956: 14 lire (0,00723 euro);

– Ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963: 10 lire (0,00516 euro);

– Ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966: 10 lire (0,00516 euro);

– la Ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968: 10 lire (0,00516 euro);

– Ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976: 99 lire (0,0511 euro);

– Ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980: 75 lire (0,0387 euro);

– Missione ONU durante la guerra del Libano del 1982: 205 lire (0,106 euro);

– Missione ONU durante la guerra in Bosnia del 1995: 22 lire (0,0114 euro);

– Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004: 0,02 euro;

– Acquisto di autobus ecologici nel 2005: 0,005 euro;

– Emergenza terremoto in Abruzzo del 2009: 0,0051 euro;

– Finanziamento alla cultura nel 2011: da 0,0071 a 0,0055 euro;

– Gestione immigrati dopo la crisi libica del 2011: 0,04 euro;

– Emergenza alluvione Liguria e Toscana del novembre 2011: 0,0089 euro;

– Decreto ‘Salva Italia’ del dicembre 2011: 0,082 euro (0,113 sul diesel);

– Emergenza terremoti dell’Emilia del 2012: 0,024 euro;

– Finanziamento del ‘Bonus gestori’ e riduzione delle tasse ai terremotati dell’Abruzzo: 0,005 euro;

– Spese del ‘decreto Fare’ del 2014: 0,0024 euro.