mutui e cessioni del quinto

L’accesso al credito è sempre più difficile: lo dicono i dati che sono stati forniti da Bankitalia e che arrivano da un’indagine condotta tra il 22 novembre e il 14 dicembre del 2023 tra le imprese italiane dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti. «Nello scorcio dell’anno si è attenuato il peggioramento dei giudizi sull’accesso al credito per tutti i settori e nove imprese su dieci dichiarano almeno sufficienti le proprie condizioni di liquidità – sottolinea Bankitalia. – La differenza tra la quota di imprese che hanno riportato un miglioramento delle condizioni di accesso al credito nel quarto trimestre del 2023 e quella di chi ha riportato un peggioramento è lievemente diminuita (a -13 da -18 punti percentuali). Le valutazioni sono migliorate per tutti i settori, ma rimangono più negative per le imprese delle costruzioni. Resta superiore al 90 per cento la quota di imprese che considerano le proprie condizioni di liquidità almeno sufficienti».

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Intanto cala il debito delle Amministrazioni pubbliche

Buone notizie arrivano invece sul fronte della pubblica amministrazione, il cui debito è diminuito di 12,6 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.855 miliardi. La diminuzione riflette quella delle disponibilità liquide del Tesoro (12,9 miliardi,a 39,6) e un piccolo avanzo di cassa delle Amministrazioni pubbliche (0,8 miliardi. Lo dicono le rilevazioni diffuse dalla Banca d`Italia nella pubblicazione statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”. Se cresce il debito delle amministrazioni centrali, cala invece quello delle amministrazioni locali e quello degli enti di previdenza, che sono rimasti pressoché invariati. La vita media residua è marginalmente aumentata a 7 o 8 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d`Italia è rimasta stabile al 24,4 per cento; a ottobre (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti è aumentata al 27,4 per cento (dal 27,0 percento del mese precedente), mentre quella in capo agli altri residenti(principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è aumentata al 13,4 per cento (dal 12,7 per cento in settembre).