Da più di 35 anni la Deral S.p.A., azienda con sede a Manerbio, in provincia di Brescia, nel mercato dell’alluminio è leader per la produzione per estrusione di billette, i semilavorati siderurgici impiegati nelle costruzioni e nei trasporti. Con l’ausilio di impianti di rifusione innovativi brevettati, l’azienda bresciana è in grado di produrre, dalla fusione di alluminio primario e rottami selezionati, formati di qualità competitiva.

Un’impronta ecologica da tradizione

La salvaguardia dell’ambiente è sempre stata uno dei capisaldi della filosofia aziendale di Deral che, grazie al riciclo dei rottami, negli anni si è saputa contraddistinguere per una impronta ecologica molto marcata. Al suo interno, la Deral è dotata di due linee fusorie con una capacità produttiva di oltre 60 mila tonnellate all’anno, installate su 30 mila mq di superficie, di cui 5 mila coperti. Gli impianti sono completati dal laboratorio analisi e da un servizio computerizzato di controllo della lega in tutti i suoi elementi e caratteristiche per il rilascio del certificato d’analisi. La volontà di essere in linea con quei principi della transizione digitale e dell’economia circolare che l’Europa ha fissato tra i pilastri della ricostruzione post-Covid ha portato l’impresa di Manerbio a puntare l’acquisto di un nuovo forno fusorio che, inserito nel ciclo produttivo, porterà̀ a un’importante riduzione dell’incidenza del consumo di energia e un miglior sfruttamento del materiale di rottamazione.

Con Intesa un accordo innovativo che guarda al futuro

Per finalizzare l’operazione, “importante” dal punto di vista economico, la Deral si è rivolta a un partner d’eccezione, quella Intesa Sanpaolo che assiste l’azienda da anni e che ai progetti di circular economy e di riduzione dell’impatto ambientale da parte delle imprese ha dedicato un apposito plafond da 6 miliardi. A fare l’accordo ci è voluto poco. Intesa Sanpaolo ha scelto praticamente subito di sostenere il progetto di crescita sostenibile di Deral S.p.A. con un finanziamento di 2,5 milioni di euro a valere, appunto sul plafond. L’intervento rientra infatti perfettamente nel piano di Intesa Sanpaolo che va a supporto agli investimenti delle aziende nella transizione ambientale e nella realizzazione degli obiettivi legati al PNRR. L’operazione con Deral à stata perfezionata in collaborazione con il Circular Economy Desk di Intesa Sanpaolo Innovation Center, la società del Gruppo dedicata alla frontiera dell’innovazione.

Tanti benefici alla Circular Economy

Il nuovo forno fusorio di Deral permetterà un incremento dell’utilizzo di materiale riciclato (già oggi pari all’85%), che potrà giungere per alcune leghe anche al 100% del materiale utilizzato, favorendo il recupero di prodotti a fine ciclo vita e l’abbassamento delle emissioni di carbonio del prodotto finale, in quanto derivante da rottame e non da minerale. La tecnologia del nuovo forno, inoltre, con il recupero dei fumi e l’ossicombustione, consentirà di ridurre sia i consumi energetici sia le emissioni in atmosfera (già oggi abbondantemente sotto i limiti). «La nostra società per l’attività svolta, è da sempre orientata alla sostenibilità ambientale e alle pratiche di massimizzazione della Circular Economy. Per questo ricerchiamo partner che dimostrino la stessa sensibilità e visione – ha dichiarato in proposito Mauro Cibaldi, Presidente del Consiglio di amministrazione Deral S.p.a – Vorrei ringraziare il gruppo Intesa Sanpaolo, che da anni ci assiste sia nell’operatività quotidiana che negli investimenti strategici, dandoci ampia fiducia, dimostrando profonda attenzione alle tematiche ambientali, oggi sempre più di rilevanza economica e sociale»

Una banca tra le più sostenibili d’Europa

Per Intesa Sanpaolo, infatti, l’attenzione all’ambiente e all’inclusione sociale rappresentano aspetti di grande rilievo nell’ottica di una crescita sostenibile del Paese. Il Gruppo è tra le banche più sostenibili d’Europa ed è presente nei principali indici di sostenibilità al mondo oltre ad essere tra i pochi gruppi finanziari europei ad avere aderito a tutte le principali iniziative delle Nazioni Unite riguardanti il settore finanziario in questo ambito. Di recente, oltre ad aver adottato regole per la riduzione dei finanziamenti nei settori carbone e oil e gas non convenzionale, ha avviato la nuova linea di S-Loan Climate Change, finanziamenti unici nel panorama bancario italiano e con garanzia SACE all’80%, grazie alla quale la Banca fornirà alle imprese un nuovo strumento per finanziare progetti di investimento green fino ad un importo di 15 milioni di euro e per una durata massima di 20 anni. Inquadrato nel Programma strategico Motore Italia volto a supportare le PMI virtuose a conseguire obiettivi ESG, S-Loan Climate Change va ad ampliare la famiglia degli S-Loan (già operativi con S- Loan Diversity e S-Loan ESG), la linea specifica di finanziamenti creata nel 2020 per supportare, con un plafond di 2 miliardi di euro, le iniziative delle imprese verso la transizione sostenibile con un meccanismo di premialità al raggiungimento di specifici obiettivi di sostenibilità ad ampio spettro. Da qui al 2026, inoltre, Intesa Sanpaolo programma erogazioni a medio lungo termine per oltre 410 miliardi di euro, di cui 120 destinati alle PMI, con i quali contribuire attivamente alla ripresa economica del Paese in stretta correlazione con gli obiettivi del PNRR approvato dalla Commissione Europea.

In Lombardia erogati oltre 700 milioni per la transizione verde

«Siamo da sempre fortemente impegnati a sostenere le PMI del territorio in uno sviluppo sostenibile e oggi ancora di più, accompagnandole nella necessaria transizione verso l’economia green in linea con gli obiettivi del PNRR: abbiamo infatti già erogato in Lombardia oltre 700 milioni di euro in finanziamenti per progetti di economia circolare e in S-Loan a favore di PMI che, come Deral S.p.a, sempre più si orientano verso la riduzione dell’impatto ambientale e il miglioramento in ambito sociale e di governance –sottolinea Marco Franco Nava, direttore regionale Lombardia Sud Intesa Sanpaolo – diventa sempre più una necessità per ogni impresa programmare una crescita sostenibile capace di generare aumento di competitività ed efficienza indispensabili per crescere sul mercato e allo stesso tempo concorrere alla creazione di valore e beneficio collettivi».